Il Settebello travolto dal solito destino

Podio mancato, finalina persa 10-8. Difesa disastrosa, Italia ferma ai pali: quarta sconfitta su 5 gare con la Croazia

Nostro inviato a Barcellona

Travolta dal solito destino l'Italia della pallanuoto è andata a sbattere contro la muraglia croata che, forse, non è grande ma è solida. Che ci sia Rudic in panchina o chicchessia. Il solito destino dice che il Settebello ha perso 4 volte su 5 contro la Croazia (l'ultima ai Giochi di Londra per l'oro) ma la sua vittoria portò il titolo di Shangai, appunto due anni fa. Italia che aveva già abdicato e che si è ripetuta contro la Croazia. Alla faccia della difesa: contro i montenegrini disastrosa, neppur volesse copiare l'Inter di Stramaccioni. Ieri in edizione gruviera nei primi due periodi, il tanto per buttare la partita (10-8 il finale) e fare venir rabbia al ct Campagna. «Mi sono tenuto un po' per i gol presi in quel modo, siamo andati sotto anche di 5 reti, poi ne ho dette quattro e ho visto una reazione rabbiosa».

Sì, certo l'Italia ha subito meno reti, ma la frittata era fatta. Settebello ribattezzabile settebrutto, almeno nelle ultime due partite che valevano la medaglia. Ieri ci si è messa anche la mira sbilenca: pali a volontà che poi sono diventati pali a perdere. I croati sono partiti con il vantaggio lanciato da Sukno, Giorgetti ha riportato sotto l'Italia, alternanza di punteggio finché gli azzurri sono rimasti imbalsamati fino al 7-2. Il resto è stato ping pong e tanti saluti al bronzo.

Poi si sono sprecate le parole di occasione e di ordinanza. «Ottimo mondiale, meritiamo un voto alto», ha sintetizzato capitan Tempesti che usa parlare solo all'inizio e alla fine delle grandi competizioni, il resto è scaramanzia. «La partita ci è andata male, troppi pali. Però non lamentiamoci: per quattro volte siamo andati in semifinale. L'anno post olimpico è sempre delicato: chi fa bene, l'anno dopo fatica molto», ha spiegato Felugo. Viste le prime partite a Barcellona, la speranza portava più in là e Campagna ha ammesso che qualcosa non è andato: «A Shangai e Londra avevo fatto elogi alla preparazione fisica, qui la squadra non è stata brillante e mi assumo la responsabilità». Poi certo ci ha messo qualche pezza sul febbrone che porta al doppio ko. «Ma il Settebello c'è, vedremo cosa fare per restare a grandi livelli».

Storicamente, per il vero, il mondiale guarda all'Italia ogni 8-10 anni. Non proprio incoraggiante. Dopo le prime due edizioni, Cali '75 (3°) e Berlino'78(1°), il ritmo è stato scandito da lunghe attese: Madrid '86 (2°), Roma'94 (1°), Barcellona 2003 (2°), Shanghai 2011 (1°). Fate un po' di conti: si rischia un ciclo olimpico. Fra l'altro la Spagna aveva sempre portato fortuna. Stavolta medaglia di legno.