"Si può dare di più". Mancio la canta all'Inter

Stasera nerazzurri a Verona. Il tecnico: "Devono tutti impegnarsi. E serve un cambio di mentalità". Thohir: "Darò il massimo per l'Inter"

nostro inviato ad Appiano Gentile

«Cosa mi aspetto? Che non facciano la stessa partita di Parma»

Qui si parla tanto di futuro, poi leggi i nomi dei possibili acquisti e trovi Cech, 33 anni, Toulalan, 32, Tourè, 31, Filipe Luis, 29, Lucas Leiva, 28, nel frattempo è arrivato Felipe, 31. È difficile mettere insieme futuro e questa età anagrafica. Metti che arriva Tourè, ti fa un bel campionato, e poi va per i 33... Però il Mancio ha capito che qui manca qualcosa che a Napoli e Glasgow non ti fa prendere tre gol nei minuti di recupero, uno che ci metta la testa quando il gruppo è già sotto la doccia. Tourè sarebbe una soluzione, un tipo alla Vieira per intenderci, ma uno non una serie. Quasi l'avesse intuito, a un certo punto Mancini fa: «Kovacic ha appena rinnovato, tutta l'Inter punta su di lui, è il futuro di questa squadra e poi ci sono Camara, Puscas, Baldini, Dimarco e Gnoukouri che si stanno allenando con noi da diverso tempo perché hanno qualità. Troveranno sicuramente spazio, ma questo non è il momento ideale». È sempre complicato capire quale sia il momento ideale, Puscas nella Primavera segna anche quando non gioca poi arriva il Parma e non la vede per 45 minuti: «Ma Kovacic ha tutto per diventare un grandissimo, solo che deve dare qualcosa in più. Tutta la squadra deve dare qualcosa in più». Adesso a Verona rientra Icardi, senza di lui è arrivata una vittoria in cinque gare con tre sconfitte. Ma prima di pensare al futuro occorrerebbe riflettere sul passato, l'Inter non è ancora riuscita a battere una grande e non è che con le piccole sia andata forte.

Così quando il Mancio ha detto che sarebbe servita una rivoluzione, in tanti lo hanno preso sul serio: «Ho risposto semplicemente a una domanda, ma non abbiamo bisogno di cambiare 25 giocatori. Serve solo un certo tipo di mentalità». Il Mancio ci spiegherà cosa intendeva, al momento voleva limitarsi al presente, ma non ce l'ha fatta: «Presidente e dirigenti stanno lavorando per costruire il futuro. Ci serve qualche successo in queste nove partite per ripartire con una buona base nella prossima stagione. La società sta lavorando per cambiare le cose. Con Thohir («Darò il massimo per l'inter e per i suoi fantastici tifosi»), Bolingbroke e Fassone stiamo costruendo e la distanza del presidente non è un problema. Non si perdono le partite perché il presidente è geograficamente lontano». Questo lo sapevamo già, l'Inter le ha perse anche con il presidente in via Bigli.