Signore presidenti. Quando nello sport comandano le donne

Sileoni, lady Civitanova, contro Pedrini, lady Modena: la semifinale del volley è tutta in rosa

Il potere è anche feminino. Termine portoghese per indicare l'altra metà del calcio. Siamo una repubblica fondata anche sulle presidentesse dello sport italiano, sempre più numerose, comprendendo anche le vice di ieri e di oggi. Le inseguiamo, spesso, negli stadi e nei palazzetti, ma spesso gli stewards impediscono il contatto. L'unica semplice da raggiungere è Simona Sileoni, lady Civitanova volley, anche in azienda, la Lube cucine, proprietaria e sponsor, campione d'Italia in carica. E' l'unico apice dello sport marchigiano, dal palmares smisurato, semifinalista scudetto con sfide infinite e contestate, contro Modena, e di Champions league. Modena, appunto, là c'è la regina Catia Pedrini, occhiali da vamp, 58 anni, personalità straripante. Bionda, voce roca, quando vinse il suo unico scudetto, due anni fa (appena il secondo nell'ultimo ventennio) si mise a gambe incrociate al centro del parquet, emozionata, a raccontare la genesi. Memorabile quando vinse la supercoppa, un anno e mezzo fa, contro Trento, stette mezz'ora a parlare con l'allenatore Stoitchev, ipotecando il suo ingaggio. Come vice ha la bresciana Giulia Gabana, figlia di Marcello, presidente della Gabeca Montichiari, morto nel 2009 precipitando in elicottero. Al vertice del consorzio Vero volley, a Monza, c'è Alessandra Marzari, medico al Niguarda di Milano, nell'unica società in A1 con uomini e donne, arrivate alle final 4 di coppa Italia e ai playoff.

Il basket ha due massime dirigentesse. A Reggio Licia Ferrarini è fresca di semifinale di Eurocup, due anni fa sollevò la supercoppa. Imprenditrice dei prosciutti, giocava a tennis in doppio con Sandro Crovetti, già dg della lega. Campeggiava una sua foto nella piazza principale della città: «Era una pubblicità, un piacere a un'amica». Naso alla francese, Licia mandò messaggi notturni, la scorsa estate, per trattenere Amedeo Della Valle, impedendogli di raggiungere Torino, dove il padre Carlo arrivò tre volte in semifinale scudetto. Licia si guarda dall'ascesa di Graziella Bragaglio, semifinalista un anno fa e finalista recente di coppa Italia, con Brescia. Ora prepara il nuovo palazzetto, per la Leonessa.

E poi c'è il calcio, con le vicepresidenti. Alicia Richter, moglie di Mike Piazza (Reggiana), era playmate, ha fatto licenziare undici dipendenti e attaccato la Mapei per i 280mila euro di affitto dello stadio. Al Sassuolo la fronteggia Adriana Spazzoli, lady Squinzi, marketing, forlivese. Fra le ex presidenti, Francesca Menarini, Bologna: «Sinisa Mihajlovic mi stregò». Lo fece subentrare ma la stava trascinando in B. Al fallimento, invece, è arrivata Valentina Maio, con il Lanciano, moglie del calciatore Turchi, per un girone abbondante in vetta alla B, con Baroni in panchina, anni fa. Stessa fine, ma indiretta, per la ferrarese Paola Cavicchi, al Latina, dopo la finale plyoff per la A persa contro il Cesena. Rosella Sensi è stata alla Roma per una vita, grazie a papà Franco, Tavecchio l'ha voluta come dirigente federale. A Padova, in B, era vice la bionda Barbara Carron. L'ex vice del Milan era Barbara Berlusconi, al Napoli c'è la svizzera Jacqueline Marie Baudit, moglie di De Laurentiis. La prima pres fu all'Ascoli, nel '45, Ernestina Pachetti Seghetti. Nel rugby, la presidentessa era Susanna Vecchi, per 5 anni a Rovigo, un decennio fa e ora in federazione europea. Donne al potere, non da oggi.