Un siluro di Medel e l'Inter fa il sorpasso Ma la Roma è vera

Nerazzurri con la solita formula: bastano un gol e una difesa di ferro. Handanovic protagonista I giallorossi non possono sfruttare il contropiede pagano l'espulsione di Pjanic e non trovano il pari

Mancini ha sorpreso tutti, Nagatomo e D'Ambrosio esterni bassi, fuori Icardi e Kondogbia, come l'Inter che batte la capolista e sorprende il campionato andando al comando e questa volta non per qualche ora.

Ma la Roma ha lasciato una grandissima impressione, anche quando nell'ultimo quarto d'ora ha giocato in dieci. Meglio, più organizzata, più in partita, parte e la mette giù durissima, con un uomo in ogni pezza di campo, scende facile, troppo facile, soprattutto sulla destra dove a Nagatomo gira subito la testa. L'Inter zoppica dietro, in mezzo è sovrastata e davanti non esiste. Il Mancio manda molto presto a scaldarsi Kondogbia, Gnoukouri e Biabiany. Al quarto d'ora Digne controlla senza pressione, alza gli occhi e la mette sulla testa di Dzeko, Handanovic deve scendere e allungarsi per toglierla dalla porta, ma ha colpito la facilità e la semplicità dell'azione. La Roma è questa, azione tambureggiante sempre sulla destra, palla in area, carambole, respinge Handanovic, palla a Dzeko, intervento a corpo morto di D'Ambrosio a porta sguarnita. Sfida da paura.

Mancio sta pensando, la Roma è padrona del campo ma qualcosa sta lasciando. Pjanic molto nervoso, non sta lavorando bene, Gervinho è molto chiacchiere e distintivo, Salah cambia continuamente fascia, forse anche perché non trova quella giusta. E Szczesny gioca molto alto, se ne accorge per primo Guarin che cerca la porta dalla sua metà campo, due passi indietro e il 25 della Roma neutralizza, ci riprova Brozovic al 41' con un esterno destro, buona idea, poteva fa male. Ma a quel minuto l'Inter era già davanti.

Il gol è arrivato come una palla di fuoco nel fortino mentre tutti erano in pausa addormentati dalle suole di Jovetic che l'ha tenuta nascosta a tutti finchè Medel è stato il più lesto a farsi vedere, servito, scarico immediato dai 25 metri, palla tenuta bassa, Szczesny forse è coperto, di sicuro parte tardi, quando ormai non ci si può arrivare, la palla si infila alla sua destra, a fil di palo. È l'1-0 che cambia solo in parte l'inerzia della partita, l'Inter alza il suo baricentro di una decina di metri ma Murillo continua a soffrire come un vitello su Dzeko.

Quello che accade nel secondo tempo è qualcosa di impossibile, con Handanovic che si erge a monumento di se stesso respingendo tutto anche le deviazioni di Murillo sempre più in affanno. La Roma ha almeno due occasioni clamorose per riportarsi in partita, l'Inter si mangia un contropiede con Ljajic che sbaglia l'assit finale in superiorità numerica di quattro contro tre a campo aperto, è una occasione clamorosa, la Roma a Firenze queste cose non le ha sbagliate e ha chiuso la partita. Quando Pjanic si prende il secondo giallo per fallo di mano, capita all'Inter di giocare in superiorità numerica l'ultimo quarto d'ora. Ce l'ha Brozovic la palla del 2-0, para Szczesny, in dieci si è vista ancora tanta Roma, l'Inter ha retto, ancora una volta non ha preso gol, ha sofferto, ce l'ha fatta.