Simeone-Garcia, una finale in salsa romana

Gli ex di Lazio e Roma guidano Atletico Madrid e Marsiglia alla conquista del trofeo

C'è una suggestione capitolina nella finale di Europa League tra Atletico Madrid e Olympique Marsiglia in programma questa sera a Lione. L'ex laziale Diego Simeone contro l'ex romanista Rudi Garcia, entrambi tecnici che hanno stanno lasciando un'impronta importante nei club attualmente allenati.

L'importanza di Simeone (in tribuna perché squalificato) per l'Atletico la conoscono tutti: dal 2011 nella bacheca dei colchoneros sono entrati quattro trofei, tra cui una Liga e un'Europa League, senza dimenticare le due finali di Champions perse nei derby e un marchio di fabbrica tattico e motivazionale per il quale è stato coniato un apposito nome, il cholismo. Il tutto con una società che spende solo dopo aver incassato (Falcao, Diego Costa, Jackson Martinez, Carrasco le cessioni milionarie), e nell'attuale stagione, per rendere le cose ancora più difficili, il mercato bloccato da una sanzione Uefa per tutto il 2017. Eppure gli uomini del Cholo sono sempre lì, fedeli alla filosofia partido a partido: secondo posto nella Liga, finale di coppa conquistata ai danni di un Arsenal che, a livello di motivazioni (per i Gunners l'Europa era l'unica via di accesso alla Champions), avrebbero dovuto avere qualcosa in più.

Ma con Simeone questi discorsi non hanno davvero senso, e il Marsiglia rivitalizzato da Garcia dovrà dare tutto per poter alzare quella coppa già sfuggita al club in due occasioni (nel '99 contro il Parma, nel 2004 contro il Valencia). È una squadra in salute, l'OM, molto ambiziosa ma supportata anche da un progetto solido. Nell'ottobre 2016 il club è stato rilevato dal magnate americano Frank McCourt, che ha subito offerto la panchina a Garcia, mai dimenticato in Francia per via delle ottime cose fatte nel Lille (titolo incluso).

Sono stati spesi 100 milioni di euro senza praticamente sbagliare un acquisto - Payet, Thauvin, Luis Gustavo, Germain, Mandanda, Rami, Ocampos a testimonianza della grande sinergia instauratasi tra tecnico e proprietà. La squadra gioca un ottimo calcio ma sa anche soffrire, e accanto ai vari Payet (miglior assist-man del torneo) e Thauvin (26 reti stagionali, una in meno del connazionale Griezmann, suo avversario stasera) può capitare che ci pensi l'ex Inter e Napoli Rolando a portare la squadra in finale.