Simona, 800 metri tutti d'oro Il nuoto azzurro senza fine

Quadarella, che medaglia. Solo la Ledecky può batterla. La Pellegrini fa 30 anni, torna sui 200, ma la staffetta è 5ª

Piove l'oro che ti regala il respiro di sollievo, l'aria che si apre e ti dice: goditi questo bel venticello di novità. Simona Quadarella sembra un Greg (Paltrinieri), ma anche una Fede. Ora lei sarà Simo e magari toglierà alla Ventura l'appellativo di Simo nazionale. Simona vince l'oro nella gara che non è la specialità della casa: 800 metri nuotati con la voracità di un tigrotto affamato. Ci dice che i 30 anni di Fede Pellegrini hanno trovato una erede nei 19 anni di Simona. Fede li compie oggi e sembra con noi da una eternità. Ma ce la teniamo cara. Simona compirà i 20 anni in dicembre ed è appena sbucata nei vicoli della curiosità. Cosa le accomuna? Quell'8 finale nell'anno di nascita che sembra segnare i destini: 1988 Federica, 1998 Simona. Dieci anni dopo, una brava mamma italiana ha provveduto a regalare l'erede al nuoto nazionale. Ci voleva un oro per autenticare la staffetta, quando staffetta sarà.

Dicono i ricordi statistici che Quadarella sarà l'erede di Alessia Filippi, romana come lei, ma Simo più brava nel tempo cronometrico di questa gara che le ha portato il titolo di campione d'Europa e il tempo migliore della storia nazionale (8'1635), lasciando alla Filippi soltanto il pregio di essere stata la prima donna italiana a conquistare un oro europeo negli 800 sl, nell'anno 2008. Come vedete l'8 finale ha un senso per le donne del nostro nuoto: la Pellegrini a Pechino (2008) conquistò il primo oro olimpico nei 200 sl.

Filippi ottenne il record italiano degli 800 sl con i costumoni, Simona ha replicato senza aiutini ed è andata ben oltre: fino alla 7ª prestazione mondiale all time. Qui si fa sul serio e il tempo si fa serio. Quest'anno soltanto Kate Ledecky, il carroarmato americano, ha nuotato più velocemente. Simona è stata, davvero, un piccolo carro armato in questo giardino d'Europa posato nella piscina di Glasgow: sembrava il Greg (Paltrinieri) delle grandi conquiste, ma non potremo mai dimenticare la grinta cattiva di Novella Calligaris (bronzo europeo nel 1970 e argento quattro anni dopo). Simona ha triturato le avversarie con la determinazione di una Novella dei tempi d'oro. Sbriciolata la tedesca Koehler, tenuta a distanza l'ungherese Kesely alla quale ha inflitto un distacco abissale: oltre i 3 secondi.

Il bel sorriso sul podio, il suo metro e 70, per 50 kg, abbellito dalla medaglia d'oro, l'inno di Mameli che l'ha accompagnata, la definitiva incoronazione, che segue il bronzo mondiale del 2017 nel 1500 metri, dicono che l'Italia delle donne nuotatrici regala fascino, ammirazione e solidità alle speranze. «Questo è il mio primo record. Sono nel posto giusto al momento giusto. Penso anche ai 1500 e ai 400 sl: per ora non mi ferma nessuno», ha raccontato spavalda e goliarda, spinta dal vento dell'orgoglio del suo allenatore Christian Minotti. La nuova Simo d'Italia ha davvero inaugurato la pioggia di felicità azzurra che ha trovato nella spettacolare Elena Di Liddo un'altra ragazza da podio (bronzo nei 100 farfalla), ed ha vissuto con Federica Pellegrini l'ultima voglia di grandezza di questa ragazza che il giorno prima del suo compleanno si è rituffata nei 200 sl, abbandonati nel momento del trionfo mondiale. «Spero di ricordarmi come si fa», aveva detto prima di scendere in vasca con la staffetta mista, due uomini e due donne. Ma il tempo passa: i 200 sono casa sua, i compagni di staffetta non l'hanno aiutata a tornarci. Italia 5ª, Federica è andata a gazzosa più che a champagne. Meglio restare ai ricordi.