Nei bianconeri-scudetto da Matri a Vucinic nessuno come l'Apache

Meglio degli ex capocannonieri

Undici frecce a bersaglio per far volare la Signora. Un Apache per la Juventus che dopo tanto cercare può dire di aver trovato davvero il top player. Il personalissimo albero di Natale di Carlos Tevez è addobbato con undici “palline”, tante quante le reti segnate in diciassette giornate di campionato. E per capire il peso specifico del bottino dell'attaccante bianconero basta un confronto con il passato recente.
Infatti nelle ultime due stagioni nessun giocatore della Juventus aveva superato quota dieci gol in campionato. Nel primo scudetto firmato Conte il più prolifico era stato Alessandro Matri: dieci centri in 31 gettoni di presenza. Il bis tricolore dell'anno successivo portava la firma di due capocannonieri in coabitazione e anche loro si erano sempre fermati al decimo gol: Mirko Vucinic e Arturo Vidal, entrambi con 31 partite disputate.
Tevez con il gol all'Atalanta è già andato oltre, anche se il campionato non ha ancora compiuto il giro di boa. Carlitos è la risposta a chi ha sempre imputato alla Juventus di Conte la mancanza di un bomber. A dire il vero l'attaccante ignorato dal ct dell'Argentina Sabella sta sorprendendo. Nessuno dubitava delle doti tecniche e agonistiche, ma su quelle realizzative qualche riserva il curriculum delle ultime due stagioni lasciava qualche incognita. Invece gli sono bastati quattro mesi per scacciare le ombre e addirittura fare meglio di Alessandro Del Piero, da cui ha ereditato la “10”, che nel 1997 si fermò a dieci gol anche se in appena dodici partite.
L'Apache, invece, è stato titolare sedici volte su diciassette, e solo a Bologna è entrato in campo dalla panchina. Conte non ne fa a meno mai, se lo sostituisce è solo quando la partita è in cassaforte. Altrimenti al cuore di Carlitos non rinuncia, al suo giocare a tutto campo, anche perché se segna lui la Juve vince sempre. È successo in otto delle nove occasioni, l'unica volta che la regola è stata smentita è successo nella rocambolesca e inspiegabile débâcle di Firenze. Però una spiegazione potrebbe darla il fatto che quella è l'unica volta che Tevez ha segnato su rigore. Che ha un solo rimpianto: lo zero in Champions. Non è un caso che la Juventus è stata eliminata: se segna Tevez, la Juve vince.