Spagna sempre da paura. Di Biagio sul biscotto: "Gli slovacchi? Ridicoli"

Il ct risponde alle accuse della Slovacchia sul presunto «accordo» con la Germania

La sfida infinita continua, oggi sarà ancora tempo di Italia-Spagna. Giusto 24 giorni fa, il ko della Juve nella finale di Champions contro il Real. Stasera confronto tra le nazionali baby, il nono a livello di Under 21 nella fase finale dell'Europeo, ma stavolta in semifinale. I predecessori di Di Biagio ad affrontare la Roja nella storia sono stati Azeglio Vicini (che chiuse il suo ciclo nella giovanile azzurra proprio con la doppia sfida alla Spagna, una vittoria e una sconfitta che consegnò l'Europeo ai nostri avversari), Cesare Maldini (tre sfide con un'eliminazione ai quarti e la finale del 1996 vinta ai rigori), Pierluigi Casiraghi e Devis Mangia. Quest'ultimo ha scritto l'ultimo capitolo quattro anni fa a Gerusalemme: la Spagna alzò il trofeo vincendo 4-2 con il tris di Thiago Alcantara, ma il gruppo degli azzurrini vantava un terzo delle presenze in A di quello attuale. Tanto che la serata della rivincita allo stadio di Cracovia sarà la vetrina per molti dei giovani che potremo rivedere il 2 settembre al Bernabeu quando si incontreranno le nazionali maggiori.

L'Italia non ha il pronostico dalla sua parte, è indubbio: la qualità di gioco espressa dalle Furie Rosse si è dimostrata superiore rispetto a quella esibita dalla truppa di Di Biagio. «Dovrebbe essere la favorita del torneo, è una grande squadra», così il ct alla vigilia. L'ultimo incontro assoluto è stata l'amichevole dell'Olimpico lo scorso 27 marzo: 2-1 per la Roja con i gol di Saul, Borja Mayoral e Pellegrini in un match nel quale il maggior palleggio iberico fece la differenza. Compiuta un'impresa (strappare la qualificazione battendo la Germania, una vittoria maturata in un clima di sfiducia e di critiche), ne occorre un'altra. Di Biagio ha respinto le accuse del ct della Slovacchia, che aveva definito vergognoso l'1-0 sui tedeschi: «Accuse che cadono nel ridicolo, non so se mi fa più rabbia o delusione...». Gli azzurrini mettono sul piatto la difesa impenetrabile dell'ultima gara, l'ottimo stato di forma del già citato Pellegrini, il giocatore del gruppo che ha offerto maggiore continuità nell'Europeo in fase di copertura, regia e inserimento, il duo viola Bernardeschi-Chiesa con il primo diventato leader e il secondo che sta scalando le gerarchie come ha fatto nell'ultima stagione in serie A.

Di contro ci sono le assenze (gli squalificati Berardi e Conti, il dubbio Caldara), la minore fisicità se Di Biagio decidesse di non affidarsi a Petagna titolare e la stanchezza. La Spagna, qualificata alla semifinale in anticipo, ha infatti potuto fare turnover nell'ultima gara del girone, disputata 24 ore prima di quella dell'Italia. Un aspetto da non sottovalutare in un torneo così breve.