lo spillo Sospesa Casale-Pro Patria giovanile Ma ormai è antirazzismo fai da te

C i risiamo, anzi si replica. Casale-Pro Patria, campionato giovanile «Berretti». La Pro vince 2 a 0, siamo al minuto 38 del primo tempo e Fabiano Ribeiro, attaccante di colore nato nel '94 a Torino, segnala ai suoi un insulto razzista partito dalla tribunetta, forse uno dei tifosi bustocchi che stazionano a due metri da uno striscione che dice "NO RACISM", in evidente lingua nostrana. Quelli del Casale si radunano e decidono, basta, fine della partita, si rientra negli spogliatoi e si va a casa. L'arbitro? E che c'entra l'arbitro, è presente soltanto per il fischio di inizio e per eventuali falli di gioco. Ormai la moda del "prendo il pallone e me ne vado" lanciata, in tutti i sensi, da Boateng, sta prendendo piede. Se poi di mezzo c'è la Pro Patria allora la musica è puntuale, come prima più di prima. E' singolare che i dirigenti del Casale abbiano stilato un comunicato nel quale si parla di un "presunto insulto di carattere razziale" e aggiunge che si riserva di appurare quanto accaduto (filarsela sullo 0 a 2 non è da fair play): insomma la questione razzista e razziale sia diventata ormai una commedia all'italiana. E Fabiano Ribeiro forse sarà il prossimo ospite dell'Onu, dopo il collega Boateng. Alla prossima.

Commenti

COSIMODEBARI

Dom, 20/01/2013 - 10:30

Questo è il primo risultato dopo la scellerata decisione del giudice unico sul caso Milan-Pro Patria-Boateng. Ne seguiranno altri, siamo italiani. Ancora più scellerati quelli dell'ONU, ma a loro entrare nel pallone, lo sono già da decenni, e chiamare Boateng serviva per dimostrare che esistono ancora e che non sono, come invece sono, i vespasiani di vecchia memoria.