Lo studio del medico tedesco: "Abolire i tatuaggi sui calciatori. Riducono le loro prestazioni"

Il medico tedesco Ingo Frobose invita le società e i calciatori a bandire i tatuaggi: "L’inchiostro da tatuaggi non rimane sulla pelle, ma passa nel flusso sanguigno. Infine, grandi tatuaggi possono influenzare la capacità del corpo sotto l’aspetto del sudore"

Chi sulla braccia come Bernardechi, chi sul collo come Nainggolan o chi come Ibra ne ha sparsi ovunque. Stiamo parlando dei tatuaggi: spesso solo disegni ornamentali e spesso pensieri, persone e fatti che le persone si fanno marchiare addosso per non dimenticare. O forse solo per onorare. Ora un medico dell’Università di Colonia, dopo uno studio, invita i calciatori e le società a bandire questio disegni indelebili su pelle.

"L'inchiostro non rimane solo sulla pelle"

Addio all'inchiosto sulla pelle, almeno nel calcio. È questo il consiglio di Ingo Frobose, medico tedesco di Colonia. Al Sun ha spiegato il motivi che lo hanno portato a invitare atleti e società a dire basta a questa forma d'arte: "Proibirei i tattoo per i calciatori. I club prendono sul serio tutti i piccoli aspetti della salute dei loro giocatori, ma non si occupano affatto di questo comportamento: ci vuole maggiore attenzione perché vari studi hanno dimostrato che, dopo un tatuaggio, i giocatori soffrono del 3-5 % a livello di prestazioni in campo", ha spiegato al quotidiano brittanico.

E ancora: "La pelle è l’organo più grande che possediamo. Ulteriori ricerche hanno dimostrato che 60-70 % dell’inchiostro da tatuaggi non rimane sulla pelle, ma passa nel flusso sanguigno. Infine, grandi tatuaggi possono influenzare la capacità del corpo sotto l’aspetto del sudore".

Commenti

umberto nordio

Mer, 30/08/2017 - 12:34

Più sono i tatuaggi ,minore é il QI

il sorpasso

Mer, 30/08/2017 - 13:25

Anche il quoziente di intelligenza....ah ah ah

Boxster65

Mer, 30/08/2017 - 16:01

I calciatori che mediamente sono ignoranti cospargono il loro corpo di disegni e frasi per ricordare quanto sono ignoranti.