Suzuki Jimny dà sempre il meglio di sé

Il rinnovato modello giapponese sa esaltarsi nel fuoristrada. I due prezzi

Piero Evangelisti

Poltu Quatu (Olbia-Tempio) Oggi nel mercato dell'auto ci sono tanti modelli che si spacciano per ciò che in realtà non sono o che, viceversa, nascondono la loro vera natura, e tutto questo succede per potersi comunque fregiare di uno dei due attributi più preziosi: crossover oppure Suv, parole magiche per ricavarsi uno spazio nella sempre più corposa fascia del mercato. E poi c'è Suzuki Jimny, che da quasi mezzo secolo calca con successo la scena automobilistica con la sua natura di autentico fuoristrada compatto, agile, inconfondibile con le sue linee semplici e squadrate che ricordano un po' le prime automobiline che disegnano i bambini e mantengono un appeal sempre giovane.

Si presenta così anche la nuova generazione del fuoristrada di Hamamatsu che arriva a quasi 20 anni dalla precedente, frutto di un progetto che ha rispettato i canoni fondamentali di Jimny, a cominciare dalle dimensioni che non fanno sconti alle mode: 3,65 metri di lunghezza, abitacolo omologato per quattro persone, bagagliaio di dimensioni ridotte (85 litri). L'evoluzione stilistica c'è, ma non altera in alcun modo la tradizione riuscendo così a far emergere la vettura dalla massa di Suv e crossover alla ricerca di un'identità. Moderna è la grafica degli interni, dove lo sguardo è attratto prima di tutto dal touch screen da 6,9 pollici, ma il layout continua a seguire l'imperativo della funzionalità per quanto riguarda, soprattutto, i materiali.

Manca la possibilità di regolare in altezza il sedile del guidatore, ma ciò non impedisce di avere un'ottima visibilità in ogni direzione e, grazie alla seduta alta, di sentire il pieno controllo del veicolo. Affidabilità e sincerità di comportamento sono quelle di sempre, garantite dal classico chassis a longheroni con assali rigidi, dalla trazione integrale All Grip inseribile, dal riduttore delle marce per il cambio manuale a 5 rapporti irrinunciabile per un vero fuoristrada e dal motore, sempre aspirato, a benzina, che adesso è un 1.5 l da 102 cv.

Chi sceglie Jimny, spiegano in Suzuki, lo userà prevalentemente per guidarlo sull'asfalto, ma sapendo che, se necessario, potrà fare cose proibite alla maggior parte delle vetture e permesse a costosi giganti equipaggiati di sofisticatissime tecnologie. Tratturi e sentieri frequentati prevalentemente da capre, scovati sui rilievi alle spalle della Costa Smeralda, il banco di prova per la verifica delle doti della rinnovata Jimny: chilometri di saliscendi, buche, insidiosi sassi che spuntano all'improvviso (dai quali l'auto si difende con pneumatici stretti a spalla alta), un percorso al termine del quale si giunge a una conclusione: Jimny può andare ovunque. Nel suo equipaggiamento di serie non mancano le tecnologie realmente utili come la frenata automatica d'emergenza, il lane assist, il riconoscimento dei segnali, l'infotainment con navigatore. Listino cortissimo con due soli prezzi: 22.500 euro con cambio manuale, 24mila passando all'automatico.