Tanta paura per Beppe Signori: salvato da un'embolia polmonare

Beppe Signori è rimasto cinque giorni in terapia intensiva all'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, rischiando un'embolia polmonare. Poi il messaggio sui social: ''Io e il mio cuore ringraziamo tutti''

Cinque giorni trascorsi in terapia intensiva all'Ospedale Sant'Orsola di Bologna per Beppe Signori, salvato dal rischio di un'embolia polmonare.

E' accaduto tutto all'improvviso come spiega al Resto del Carlino il professore Carlo Lima, il primo medico a cui si era rivolto l'ex bomber di Lazio e Bologna: ''Era affaticato, faceva fatica a respirare e aveva dolore al torace. Dalla Tac ho visto i segni di un’embolia polmonare e così l’ho inviato subito al professor Nava. Una patologia causata dallo stress? Direi che le persone al centro di vicissitudini giudiziarie, e che non sono abituate a queste vicende, ne possono risentire più di altre''.

Signori ha tranquillizzato tutti dai suoi profili social: ''Il mio cuore ed io ringraziamo gli amici Mario Lima, Gianni Marmi e Giovanni Sisca, Prof. Stefano Nava e Prof. Claudio Rapezzi, Dott.sa Filomena Carfagnini, Dott. Stefano Pancaldi e tutto lo staff dell'UTIC del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna''. Un malore improvviso causato dal vizio del fumo, l'ex attaccante ha promesso di smettere dopo quanto accaduto e le vicende giudiziare, la maxi inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse, che sembra abbiano avuto un effetto devastante sul suo equilibrio personale.

Beppe Signori fu anche arrestato nel 2011 all'interno dell'operazione Last Bet e finì agli arresti domiciliari. Si è sempre dichiarato innocente, posizione ribadita nel dicembre 2018: "Ho deciso di rinunciare alla prescrizione''. Il processo riprenderà ad aprile e "Beppegol" farà di tutto per dimostrare la sua innocenza.