Il tocco magico di Immobile salva la Lazio

La prodezza al 95' evita il ko con il Cagliari nella peggior esibizione dei biancocelesti

Solo l'utilizzo doppiopesistico del Var da parte di Guida - che nel primo tempo non vuole rivedere un intervento da rigore di Ceppitelli su Immobile mentre nella ripresa si fa giustamente aiutare per punire quello di Luiz Felipe su Pavoletti - può essere invocato da Inzaghi come scusante per la peggior prestazione stagionale della Lazio. E molte delle responsabilità sono le sue, che da un mese e mezzo prova a correre dietro a tutti gli obiettivi senza rendersi conto che la rosa scarna imporrebbe delle scelte. Risultato: 3 vittorie nelle ultime 12 partite, una sopravvivenza nelle coppe appesa al filo della difficile rimonta da tentare e Kiev, e una rincorsa alla Champions che con questa velocità di crociera rischia di essere un'utopia.

La magia di Immobile, un pallonetto di tacco al volo che all'ultimo respiro ha permesso ai biancocelesti di rimontare per la seconda volta, punisce eccessivamente il Cagliari. Che già nel primo tempo era andato avanti con Pavoletti (volata di Miangue a sinistra, incornata di Han deviata sulla traversa da Strakosha e tap-in fortuito del centravanti) prima di subire gli unici 20' discreti della Lazio, quelli in cui prima si era vista negare un rigore e poi aveva trovato l'1-1 grazie a Ceppitelli.

Nella ripresa gioca solo il Cagliari, il 2-1 di Barella dal dischetto è una conseguenza naturale e i cambi caotici di Inzaghi producono il nulla fino ai minuti di recupero. Quando finalmente si sveglia Felipe Anderson: che al 93' regala a Nani la palla del 2-2 (indecente la ciabattata del portoghese) e al 95' offre l'assist a Immobile. Nel dopogara, ancora una volta, Inzaghi attaccherà il Var: nel merito ha ragione, ma stavolta dargli la responsabilità della mancata vittoria è poco onesto.