Toro ko in casa, i gironi europei sono più lontani

I granata incassano tre reti, Belotti segna solo su rigore: ora serve l'impresa in Inghilterra

Torino La settima della scorsa serie A contro la settima della Premier inglese. Atto uno, valido per l'andata dell'ultimo turno di qualificazione ai gironi di Europa League: davanti al proprio pubblico il Toro (ancora, incredibilmente, con zero volti nuovi rispetto alla passata stagione) cede 2-3 al cospetto del Wolverhampton compromettendo quasi del tutto le proprie prospettive continentali.

Alla vigilia si temeva sarebbe stato difficile avere ragione dei Lupi - con anima decisamente portoghese, al punto che qualcuno si era lamentato della designazione di un arbitro lusitano - e il campo ha confermato quanto la squadra di Espirito Santo sia un brutto cliente: 3-5-2 speculare a quello granata, squadra solida costruita intorno a Moutinho, con Traorè freccia sulla sinistra e la coppia Jota-Jimenez pronta a colpire. Di contro, Mazzarri sceglie la coppia Zaza-Belotti supportata da Berenguer, poi rivelatosi troppo leggero per stuzzicare la difesa inglese. I tatticismi non mancano, ma qualche occasione arriva sia di qua (Jota: ottimo Sirigu) che di là (traversa colpita di testa da parte di N'Koulou). Belotti si sbatte da capitano, Izzo è il solito guerriero in difesa e in più lo si vede anche dalle parti di Rui Patricio, ma nel finale del primo tempo - dopo un palo sfiorato di testa da Dendoncker - sono gli ospiti a passare: sulla punizione di Moutinho, Bremer è infatti sfortunato nella deviazione di testa che batte Sirigu.

Brutto colpo per i granata, in difficoltà nel far partire il gioco da dietro e senza la consueta spinta dagli esterni. Quando Diogo Jota trova il raddoppio al quarto d'ora della ripresa, il Toro potrebbe anche crollare: l'immediata replica di De Silvestri tiene però in vita i granata per una decina di minuti, fino a quando Jimenez (poi avvicendato dall'ex milanista Cutrone) castiga in contropiede i padroni di casa. Poi, nel finale, Belotti prima si procura e poi trasforma il rigore del 2-3. Giovedì prossimo, il ritorno in Inghilterra: per provare ribaltare la tradizione che vuole i granata finora sempre eliminati dall'Europa quando hanno avuto a che fare con una squadra d'oltre Manica, servirà una vera e propria impresa.