Totti resta re di Roma "Trattato meglio di Del Piero alla Juve"

"Non penso al record di Piola. Impossibile batterlo La nazionale? Adesso è “ni”, a maggio vedremo..."

Roma - A Trigoria raccontano che il giorno in cui Francesco Totti ha festeggiato i suoi 20 anni di serie A con la Roma nel centro sportivo giallorosso, il capitano avesse scelto come colonna sonora «Ragazzo fortunato» di Jovanotti. Perché Checco, come lo chiamano simpaticamente gli amici, si ritiene davvero così. «Del Piero non è stato trattato nello stesso modo dalla Juve», fa notare Totti (che lunedì ha segnato il suo 228° gol) nel giorno in cui si ufficializza il probabile ultimo rinnovo di contratto della sua carriera. Giorno nel quale il numero 10 riceve gli elogi pure del presidente della Lazio Lotito: «È un punto di riferimento a Roma».

È emozionato Totti, anche se cerca di nasconderlo. «Altri due anni con la maglia che amo, due anni in più di responsabilità, ma sono strafelice», aggiunge il capitano. Al quale sfugge (sfugge?) la parola sospirato, riferendosi ai tempi un po' «dilatati» con i quali la dirigenza americana ha deciso di allungare il rapporto con l'«icona» giallorossa. «Il rinnovo è sempre stato fuori discussione, non abbiamo voluto tirarla per le lunghe per motivi particolari, abbiamo lavorato sulla campagna acquisti e sull'allenatore - chiarisce prontamente il patron Pallotta -. Dal primo giorno ci siamo accorti che era un leader e continuerà ad esserlo. È vero, qualche volta abbiamo fatto qualche battuta in proposito, ma resterà qui per sempre».
Nella nuova sala stampa di Trigoria campeggiano quattro cartonati del campione romanista che lo ritraggono in vari momenti della sua carriera: dagli esordi, quando firmò il primo contratto da pro (era il 1994), alla vittoria mondiale con la Nazionale. Salutata dopo il trionfo di Berlino ma alla quale ora socchiude la porta: «Bisognerà vedere come starò a maggio, ho sempre detto che la mia maglia azzurra è quella della Roma, per ora è un nì...», la risposta meditata di Totti. Che scherza quando, a beneficio dei fotografi, firma l'accordo definitivo («aho, nella penna non c'è inchiostro...»).

Sarà giocatore della Roma fino al 2016 e nelle ultime due stagioni percepirà un ingaggio di circa 3,2 milioni all'anno modulati, per ragioni fiscali, tra lui e la sua società Number Ten. E oltre ai diritti di immagine legati alla maglia (la più venduta di quelle della Roma nel mondo), il capitano ne cederà anche qualche altro legato all'oggettistica, ma tutti gli altri resteranno di sua proprietà. Poi Totti sarà cooptato nel club dei dirigenti, quando avrà raggiunto i 40 anni. «Il record di Piola? Non è un mio obiettivo, è quasi impossibile raggiungerlo, voglio solo vincere con la Roma», chiude il tormentone il capitano.
Il classico brindisi sancisce il matrimonio. Totti and Roma forever, quindi. E non è un caso che sia giunto alla vigilia del derby e a una settimana dal suo 37° compleanno. «Faremo grandi cose insieme, intanto quest'anno siamo partiti con il piede giusto, con una quadratura di squadra e un allenatore che vuole farci giocare bene e vuole rispetto, cosa che mancava nell'ultimo periodo, il gruppo è competitivo», così Totti. L'ultima bandiera non ancora ammainata del nostro calcio. Mentre Del Piero è già emigrato in Australia, diventando capitano del Sydney. «Ha fatto una scelta personale, ma mi dispiace tantissimo che alla Juve non lo hanno trattato come la Roma ha fatto con me». Francesco alla scrivania da dirigente ancora non pensa, ma intanto c'è chi lascia il bastone del comando, ovvero Moratti. «Mi dispiace che l'Inter passi di mano, ma purtroppo ci sono dei periodi bui soprattutto in questo momento. Moratti rimarrà una persona vera, leale e stimata anche da chi non è interista».

Il presente è il derby con la Lazio che Totti ha giocato già 37 volte segnando 9 reti come Da Costa e Delvecchio, gli altri bomber della stracittadina. «È una partita differente da tutte le altre, la vivi e la affronti diversamente - dice Francesco -. Dare un pronostico non è da me. Per fortuna abbiamo solo tre romani in rosa, è normale che la sentano di più, ma abbiamo anche tanti giocatori di esperienza con altri derby alle spalle». Tempo scaduto, molti giornalisti non riescono a fare domande. «Già finita? Volevo tirare qualche bomba...», dice con il sorriso Totti. Se la sarà risparmiata per domani...

Commenti

Roberto Casnati

Sab, 21/09/2013 - 09:28

Il trionfo dell'ignoranza, della stupidità, della volgarità, della violenza, insomma il trionfo di Roma!

federgian

Lun, 09/11/2015 - 18:51

Roberto Casnati, un cognome che sa di Longobardo; oltre alle origini barbare, si sente anche un odore cattivo: sarà invidia?