Tour de France tappa 16: presentazione percorso e altimetria

Si entra nella fase calda del Tour 2014, e non soltanto per ragioni climatiche. Dopo una tappa di trasferimento e un giorno di riposo, ecco i Pirenei subito dopo le Alpi. Delle tre frazioni pirenaiche, quella odierna è la più semplice

Tappa 16: Carcassonne / Bagnères-de-Luchon

Ci troviamo di fronte alla settimana decisiva del Tour de France, nella quale i corridori affronteranno prima i Pirenei e poi la cronometro al penultimo giorno di gara. Si comincia oggi con la più semplice delle tre tappe, e la più lunga: quasi 240 km, si parte da Carcassonne per arrivare a Bagnères de Luchon. I Gpm sono sei in tutto, ma quelli importanti sono concentrati nella seconda parte di tappa. L'inizio della frazione è morbido, con due Gpm di quarta categoria che sono poco più che strappetti: la Cote de Fanjeaux e la Cote de Pamiers misurano due chilometri e mezzo e le pendenze si aggirano intorno al 5%. Serviranno per rodare le gambe dopo il giorno di riposo, insieme agli altri "dentelli" presenti sul percorso che però non danno punti per la classifica degli scalatori.

 

Il traguardo volante di Saint-Girons è piazzato quasi a metà tappa, e da quel punto in poi le cose cambiano, si comincia a salire verso le prime vette pirenaiche. Il Col de Portet-d'Aspet è tristemente noto a noi italiani: qui 19 anni fa morì Fabio Casartelli, cadendo in discesa. La carovana del Tour lo ricorderà passando di fronte alla stele a lui dedicata. La salita è di 2° categoria, lunga cinque chilometri e mezzo, e la pendenza media arriverà a sfiorare il 7%. Gli ultimi due chilometri sono i più impegnativi. Attenzione alla discesa, piuttosto ripida e tecnica soprattutto nella prima metà. Ad anticipare la terza ascesa della giornata c'è il Col de Buret, piccolo strappo non contrassegnato come Gpm.

 

Il Col des Ares è la penultima asperità, collocata in mezzo alle salite più difficili. Lunga 6 chilometri, presenta pendenze sul 5% che non dovrebbero creare problemi; siamo ancora molto lontani dall'arrivo, e dopo la scalata ci sono 8 km di discesa tutto sommato semplice e poi altri 20 km di falsopiano prima dell'ultima salita, quella più difficile. Il Port de Balès è un colle "hors categorie", quasi 12 km con una pendenza media non lontana dall'8%. L'inizio è subito durissimo, dato che si sfiora il 9%, poi un breve tratto di respiro, dopodiché la pendenza supera il 10% nel primo dei due segmenti più impegnativi. Nel settore centrale spiana leggermente, poi di nuovo pendenze dure, costantemente fra l'8% e il 10%, fino all'ultimo chilometro, un poco più morbido.

 

Il Port de Balès fu decisivo nel 2010: Andy Schleck in maglia gialla attaccò in maniera decisa, ma un inconveniente tecnico lo costrinse a fermarsi. Il suo rivale Alberto Contador ne approfittò per contrattaccare e con quell'azione si prese la maglia gialla - insieme ai fischi di buona parte del pubblico, che lo accusò di scarso fair-play - che poi conservò fino a Parigi. Una volta scollinato il Port de Balès, i corridori affronteranno 20 km di discesa (il tratto iniziale è quello più ostico) per arrivare a Bagneres de Luchon, località classica del Tour, per ben 52 volte sede di tappa. La lunga discesa finale offrirà ai più abili la possibilità di recuperare il terreno eventualmente perso in salita.