Tour, Froome re incontrastato: alla prima salita chiude la corsa

Primo arrivo sui Pirenei, ma la maglia gialla stritola la concorrenza con il ritmo devastante imposto dalla sua Sky. Nibali perde oltre 4', crisi anche per Contador. L'ultimo ad arrendersi è Quintana

Un pugno dritto in faccia. Chris Froome sceglie la via più brutale e decide di cucirsi quella maglia gialla addosso, direttamente sulla pelle, già alla prima salita dei Pirenei. I 15,3 km che salgono a La Pierre Saint Martin diventano un calvario eterno per i rivali del keniano bianco della Sky. Impressiona il ritmo degli uomini in nero. Pazzesco fin dalle prime rampe della salita, che per i primi 10 chilometri presenta una pendenza al 10% senza soste. Il sole è bollente, la giornata torrida, l'asfalto classico delle montagne al confine con la Spagna, rugoso, ruvido, pare liquefarsi per il gran caldo. Ci sono tutti gli elementi e, infatti, il gruppo salta per aria.

Prima a mazzi di dieci, come i fiori di zucca al mercato. Poi uno alla volta, come i grani di un rosario. Ma la sostanza non cambia. Il ritmo infernale imposto dalla Sky non risparmia nessuno e tutti si staccano. Niente gloria per le decine di francesi che sognavano di festeggiare diversamente il 14 luglio della Festa nazionale e avevano riempito l'asfalto con i nomi dei «galletti». Da Bardet a Pinot, da Rolland al nuovo idolo Vuillermoz. Niente da fare. Froome impone la sua legge. Gesink e Valls scappano il libera uscita all'inzio della salita, ma restano a bagnomaria, lì a 20 secondi, non prendono mai davvero il largo. A portata di zampata. Uno dei primi big a staccarsi è Vincenzo Nibali. Il campione italiano, dopo una prima settimana di sfortune, nervosismo e qualche segnale allarmante, dovrà allargare le braccia e rassegnarsi. Non è il suo Tour, questo. Troppo in ritardo la condizione, il colpo di pedale del 2014 non si vede. Al traguardo il capitano dell'Astana accumula 3'25". Adieu sogno di un bis in giallo.

Consolo vedere restare secchi sulle rampe anche gli altri, quelli che cercavano il rilancio in questa tappa. Rodriguez fa peggio dell'azzurro. Talansky è disperso. Contador si arrende ai -9 km dal traguardo. Uno degli ultimi è l'americano Van Garderen, che resta secondo in generale, a 2'52". L'ultimo in assoluto è Quintana. Il colombiano resiste al forcing di Thomas, il penultimo scudiero di Froome, che comunque sarà sesto all'arrivo. Patisce Porte, ultimo vagone Sky, e si stacca quando il keniano bianco accende il frullino ai -7 km dalla vetta. Tenta di resistere il capitano della Movistar, ma si complica solo la vita. Porte nel finale lo recupera e gli lascia la terza posizione. Quintana in generale arranca a 3'09". Con tutte le montagne che mancano a Parigi si rischia di vedere distacchi in doppia cifra. Il padrone Froome, quest'anno ha deciso di riprendersi tutto con gli interessi.

Commenti

robylella

Mar, 14/07/2015 - 20:37

Troppa differenza dagli altri, qualcosa non quadra!