Tutti i dubbi gialli di Nibali: "È dura per il bis, ma ci provo"

Lo Squalo dopo il Giro non è al meglio ma tutti lo temono Bernal e Thomas i favoriti, Aru si traveste da gregario

Bruxelles La Grande Boucle scatterà per la seconda volta nella sua storia da Bruxelles: accadde già nel 1958. Era il 26 giugno e fu André Dedé Darrigade a vincere sul traguardo di Gand e a conquistare la prima maglia gialla di quella corsa che alla fine avrebbe visto il successo di Charly Gaul. Quel giorno a vedere la corsa c'era anche un ragazzino che aveva compiuto da soli due giorni 13 anni e che sarebbe diventato il più forte (non il più grande: quello per noi resta Fausto Coppi) corridore di tutti i tempi: Eddy Merckx.

Ed è proprio a lui, al Cannibale belga capace di vincere il Tour per cinque volte, che la corsa rende omaggio con due tappe nella capitale: una frazione in linea che si concluderà oggi davanti al Palazzo Reale e una cronosquadre domani che terminerà proprio ai piedi dell'Atomium, monumento simbolo della città, costruito in occasione dell'Expo del 1958.

La corsa giungerà in Francia in occasione della terza tappa. Il primo vero arrivo in salita sarà già alla sesta giornata di gara: in 160 km con sei gran premi della montagna, alla Planche des Belles Filles su un traguardo ancora più impegnativo di quello che siamo stati abituati a conoscere e dove vinsero sia Nibali che Aru.

Il sardo arriva alla Grande Boucle sul filo di lana. Dopo aver subito ad aprile un delicato intervento all'arteria iliaca femorale, pareva impossibile un suo recupero lampo, invece eccolo qui. «Sto bene e sono sereno, anche se so che dovrò solo pensare a dare una mano a Daniel (Martin, ndr) per la classifica generale. Però per me è importante esserci: riprendere per ritrovarmi in vista di Vuelta e altri grandi appuntamenti».

Nibali, invece, spera di ritrovare la condizione del Giro, anche se i suoi occhi tradiscono dubbi e perplessità. «Se ho recuperato dalle fatiche del Giro? Non lo so, questo lo scopriremo solo assieme dice con quel suo mezzo sorriso tra l'ironico e l'amaro - Ai campionati italiani, domenica scorsa, non sono andato come speravo. Quindi sarò costretto a vivere alla giornata».

È un Nibali ombroso, che sa perfettamente che sarà chiamato ad una mission impossible: è tra i pochissimi ad affrontare il doppio impegno Giro-Tour. «Alla Planche des Belle Filles vedremo come starò e che tipo di corsa potrò fare spiega il siciliano - Conosco bene la salita, anche se quest'anno affronteremo un chilometro in più molto duro. Vedremo quali saranno le mie energie».

I suoi avversari lo conoscono bene, e non gli credono. L'altro giorno, Mikel Landa, compagno di Valverde e Quintana è stato chiaro: «Fin quando non lo vedo staccato, non posso credere che Vincenzo non sia qui a lottare per la classifica». Lui, lo Squalo, fa il pesce in barile. «È dura fare Giro e Tour nello stesso anno spiega - soprattutto quando tutti i big hanno preparato solo questo appuntamento. Vedremo...».