Tutti nella bolla del mercato. CR7, Milan, Inter e Capello

Offerti a Ronaldo 120 milioni l'anno e 200 al Madrid. Suning: Inter, ecco Spalletti. E c'è Fabio per lo Jiangsu

In rete gira da qualche giorno un video in cui Carlos Tevez proprio lui, l'ex juventino assiste immobile, in mezzo al campo e per lunghi secondi, all'inizio di un'azione avversaria. Senza scomporsi, appunto: braccia lungo le gambe, disinteressato a dir poco. Al punto che persino in Cina si sono arrabbiati: possibile che a uno così si debba pagare uno stipendio annuo di quaranta milioni? Possibile, certo. Perché nessuno li ha obbligati e perché al fascino dei soldi è sempre più arduo dire di no. Specie quando girano certe cifre: assurde, iperboliche, esagerate. Senza fare facili moralismi, comunque ridicole per quello che sta diventando il calcio e tutto quello che gli gira intorno. Inutile persino ricordare che l'Apache se ne era andato da Torino perché non poteva non «tornare a casa, nel Boca».

Inutile, certo: perché poi sono arrivati i cinesi e il romanticismo è andato a farsi benedire. Nessuna colpa può evidentemente essergli mossa per quanto deciso: semmai, per l'atteggiamento successivo. E, in ogni caso, la deriva che sta prendendo il tutto pare senza fine: nei giorni scorsi il giornale portoghese A Bola sosteneva che per arrivare a Cristiano Ronaldo un club cinese (non specificato) avrebbe offerto 180 milioni al Real Madrid, per esempio. Ma non basta: secondo As, la cifra sarebbe poi salita a 200 con il giocatore stuzzicato da un ingaggio mostruoso di 120 milioni a stagione. Tutto questo il giorno dopo l'indiscrezione sul rinnovo di Messi con il Barcellona: 30 milioni netti a stagione con una clausola da 400 milioni. Follia chiama follia, insomma. Anche se pare che CR7 abbia già declinato. La deriva però è già avvenuta: detto di Tevez, non si possono dimenticare Lavezzi che guadagna 26,5 milioni e Oscar che ne prende 25.

Ma il rischio di una bolla, insomma, non lo si può escludere è non è solo una questione cinese. Infatti tutti sognano e in qualche caso incassano. E se in Europa certe assurdità non sono (ancora?) arrivate pur senza dimenticare le varie vicende legate a Ibrahimovic, Balotelli e parecchi altri ancora, persino dalla finora morigerata Germania arrivano cifre shock: per arrivare ad Alexis Sanchez (ex Udinese ormai da anni all'Arsenal, 29 anni), i bavaresi sarebbero disposti a offrirgli 25 milioni (lordi) a stagione. Un ingaggio altissimo a ogni latitudine, del tutto fuori misura in Germania: al Bayern, per il momento, il più pagato è Lewandowski che di milioni ne guadagna solo 15. Difficile insomma capire dove si possa arrivare: Belotti ha una clausola per l'estero da 100 milioni, cifra che fino a due anni fa pareva degna solo di Messi, Donnarumma (contratto in scadenza nel 2018) potrebbe finire al Psg per 40, Gabigol è stato pagato 30 senza avere dimostrato nulla. L'altra faccia è quella di Ibra, uno che ogni volta che si è spostato ha mosso valanghe di soldi. Stavolta, scaricato da Mou dopo il grave infortunio al ginocchio, c'è la suggestione di un ritorno in Italia tra Napoli e Milan, ma gli Usa sono vicini.

A proposito di rossoneri, è stata aggiornata a ottobre la partita davanti all'Uefa, primo club a chiedere il voluntary agreement, per rientrare spontaneamente nei parametri del fair-play finanziario. Il club ha ritirato la prima richiesta e ne ha presentata una nuova, come consentito dal regolamento in caso di cambio di proprietà. Intanto il Milan va all'assalto del mercato a suon di milioni. E restando a Milano, ieri Spalletti ha firmato con l'Inter il contratto biennale da 4 milioni a stagione: «Riconciliamo i risultati dell'Inter con la sua storia», ha detto l'ex tecnico della Roma. Suning gli ha promesso un mercato da 150 milioni di euro. I cinesi ragionano solo a tre cifre.

E il gruppo Suning pensa anche allo Jiangsu: è ormai a un passo l'arrivo in panchina di Fabio Capello che avrebbe beffato Paulo Sousa. Finché la barca va, comunque, chi può la lascia andare.