Un'Europa d'oro per 4 nel torneo dei ribaltoni

Inter in crisi e senza gol. Mihajlovic si rilancia con il Milan: «Bollicine: champagne o gassosa?»

Oggi si gioca il resto della 23esima, ne mancano ancora 16, fanno 48 punti, gli stessi che oggi ha la Juventus, due meno del Napoli. Le prime due non hanno un vantaggio atomico sulle inseguitrici ma pare stiano giocando in una lega diversa, lo dicono i numeri che piallano i giudizi del campo. È cambiato tutto nel giro di un mese e sta nuovamente ricambiando tutto.

Fiorentina, Inter, Roma e Milan con umori diversi stanno guidando l'altro campionato, hanno già un piede in Europa e si giocano l'ultimo rimasto in quella che conta. È come se fossero nel campionato albanese, con tutto rispetto, la prima va ai preliminari di Champions, un abisso con l'Europa league, di soldi, immagine e quindi sponsor, merchandising, brand, attrazione, risorse. Quando la Juventus si trovava a dieci punti dalla vetta veniva data per spacciata, poi ha recuperato, adesso la Fiorentina è a otto punti dal Napoli e l'Inter a nove.

Il recente passato inciterebbe alla prudenza, ma dal calcio d'agosto al girone di ritorno le idee sono più chiare, su qualunque campo vadano a giocare, Napoli e Juventus sono favorite, le inseguitrici su qualunque campo sono a rischio. E di bizzarro c'è che la più lontana dalla vetta, il Milan, 14 punti, oggi riceve più crediti. Mihajlovic rilanciato dal derby ha recuperato freschezza e entusiasmo, anche se ha capito che non è stato il miglior Milan quello di domenica sera: «Meglio contro la Fiorentina - ha detto -. Ma contro l'Inter è stata una vittoria che ci ha fatto recuperare fiducia e consapevolezza, è stato come se avessimo stappato una bottiglia piena di bollicine. Vedremo se di champagne o gassosa».

Ha detto che a Palermo farà pochi cambi, Boateng non ha tanti minuti nelle gambe e Balotelli deve imparare a esultare quando il Milan segna. Sono gesti che fanno squadra.Mancini invece la squadra dicono l'abbia persa da qualche parte e sia rimasto solo a cercarla. Ieri la società gli ha teso la mano sul suo profilo facebook: «Forza Inter e forza Roberto Mancini, con il tuo carattere e la nostra passione ripartiremo», un gesto inedito nel nostro calcio corredato dal video del suo gol con pallonetto da venticinque metri, realizzato in allenamento. A cinquant'anni. È difficile capire quanto sia cambiato il Mancio 2.0 di questo ritorno all'Inter. Prima quando segnavano Adriano o Stankovic, c'era un ammasso di baci e abbracci che durava un quarto d'ora.

Difficile fare paragoni, dal 20 dicembre Inter-Lazio, commemorazione della svolta, solo un gol di Icardi all'Empoli e uno di Palacio al Carpi. Adesso incontra le due squadre di Verona, sei punti possibili, Piero Ausilio ha ribadito piena fiducia e unità d'intenti, la Roma è tre punti dietro, il Milan cinque, il terzo posto è a un solo punto, in verità due perché la Fiorentina è avanti nello scontro diretto e vincere con quattro gol di scarto al Franchi sarebbe un altro inedito in questo campionato. I rumors dicono che Paulo Sousa si aspettava di più dal mercato, meglio, la piazza se la vedrà con i fratelli. Alla sesta di ritorno si trova l'Inter, poi all'ottava e nona Napoli e Roma. Se resta in piedi è la terza forza.