È un'Italia che va veloce Paris terzo in SuperG, «nonna» Moelgg record

Dominik a sorpresa, Manuela sale sul podio dopo cinque anni: la più anziana di sempre

Maria Rosa Quario

Aspetti Innerhofer ed ecco Paris, aspetti la Goggia ed ecco la Moelgg. Lo sci è bello perché è vario, regala sorprese e, ieri, altri due podi all'Italia. Fanno quindici da inizio stagione, manca ancora la vittoria, ma il calcolo delle probabilità è dalla nostra, nel senso che dai e dai prima o poi arriverà, magari già oggi, quando a Santa Caterina si correrà la discesa e a Semmering si bisserà il gigante.

Ma restiamo a ieri e diamo la precedenza alle donne, anzi a una donna speciale e straordinaria: per la serie non si molla mai ecco a voi Manuela Moelgg, salita sul podio a cinque anni di distanza dall'ultima volta e diventata, a 33 anni e 4 mesi, la più «anziana» di sempre fra le prime tre in un gigante di Coppa. La pista ghiacciatissima di Semmering le ha portato un bel terzo posto alle spalle di Mikaela Shiffrin e Tessa Worley, ma davanti a Lara Gut e Marta Bassino, per la quarta volta consecutiva fra le migliori cinque in gigante. Goggia e Brignone sono uscite nella prima manche, andavano forte, e proveranno a rifarsi oggi (gigante numero 2, diretta Raisport 1 ed Eurosport 1 ore 10.30/13).

Ed eccoci a Santa Caterina, pista difficile come previsto, tracciato interessante e Kjetil Jansrud imbattibile. Tre sono stati i superG corsi in stagione e tre quelli vinti dal norvegese, che ieri ha dominato da cima a fondo scavando un abisso fra sé e gli altri: basti dire che se in Val Gardena il 20° in classifica gli era finito a 99/100, a Santa Caterina lo stesso distacco è valso il quarto posto all'altro norvegese Kilde, battuto anche da Hannes Reichelt, secondo, e da Dominik Paris, terzo, ma esultante come se avesse vinto. «Sì, perché dopo le batoste in Gardena (8° posto in superG e 25° in discesa, ndr) e la brutta prova qui in discesa sono riuscito a sciare di nuovo bene e questo risultato mi toglie un bel peso dalle spalle». E lo carica naturalmente per la discesa di oggi, confermandolo fra l'altro animale da gara. «In discesa quest'anno vado meno bene che in superG, ma le cose cambiano veloci e oggi ci riproverò, la pista mi piace e gareggiare in Italia ancora di più».

Dopo la prova della discesa in cui aveva impressionato, si aspettava molto ieri da Christof Innerhofer che però ieri non è riuscito ad interpretare il tracciato nel modo giusto, sciando bene, senza errori, ma senza mai lasciare correre gli sci. Forse ha avuto problemi con la scelta degli attrezzi, sci e scarponi sembrano tutti uguali ma spesso, dietro ad un risultato, si nascondono dettagli capaci di fare la differenza fra il podio e un piazzamento, ieri per Inner il 18°, che lascia solo amaro in bocca. E a proposito di scelte, il numero 1 dello sci e re dei collaudatori Marcel Hirscher, che si allena soprattutto per trovare il giusto set-up manco fosse un pilota di Formula 1, ieri non ha azzeccato quasi nulla finendo 47°, il secondo peggior risultato della sua carriera in Coppa del Mondo da quando ha esordito nel circuito 9 anni fa. Oggi non ci riproverà in discesa, Paris, Innerhofer e Fill, ieri solo 42°, sì. Diretta Tv ore 11.45.

Commenti

abstract-6

Mer, 28/12/2016 - 10:13

Al giorno d'oggi per un campione nello slalom non è facile fare una bella gara in una disciplina veloce con ben altre caratteristiche. Basta provare a mandare giù i discesisti in uno speciale per rendersi conto della differenza. Tempo fa erano diversi i campioni che vincevano in tutte le discipline. Ora gli atleti preferiscono concentrarsi nella disciplina che più gli si addice. E poi c'è anche il punteggio in classifica che va salvaguardato.