Venezia, un passo verso il tricolore. Vittoria a Trento e serie ribaltata

Stone trascina i veneti, l'Aquila paga le assenze e le palle perse

Il fuoco di gara 3 brucia le speranze di Trento, dei reduci della meravigliosa banda bassotti ridotta ai minimi termini, perchè la Reyer Venezia invade il nido dell'Aquila, vince 73-67, si porta in vantaggio 2-1 nella serie scudetto, pagando al minimo le molte amnesie in una partita che doveva dominare. Non lo ha fatto anche se gli avversari concedevano il loro uomo macigno, il Sutton fuori per uno stiramento, mentre la Reyer ha trovato nel veterano Ortner, 10 punti, il sostituto giusto per l'infortunato Batista.

L'uomo della notte è stato Julian Stone, un regista di quasi due metri che può giocare in tutti i ruoli e ieri ha trovato anche il canestro da lontano che non è proprio una sua specialità: con 12 punti ha consentito a Venezia di rimontare un'avversaria dal cuore immenso, ma dalla panchina troppo limitata. Gli altri possono sostituire gli infortunati con veri titolari, a Buscaglia, invece, resta la cenere, anche se il cuore di Forray, l'energia di Shield e dell'Hogue con mano gelida nei tiri liberi e il genio di Arsenio Craft ha fatto sognare. Trento sotto dopo 10'39'' (15-20), ma nel secondo quarto ha colpito con un 23-13 che faceva barcollare la Reyer.

Poi la fatica, il colpo al ginocchio preso da Shields, quello allo stomaco di Lechthaler, mentre De Raffaele ritrovava Haynes, 14 punti, e i rimbalzi. Senza Sutton era logico che Trento si rompesse mentre cercava il passo per tenere bassi i ritmi, ma i falli di Flaccadori e le palle perse hanno rovinato un progetto gara che stava funzionando. Appuntamento domani a Trento per una serie che, al momento, potrebbe chiudersi in gara 5 a casa Reyer. Nella speranza che non ci siano altre tensioni fra i tifosi.