«Vincenzo è un fratello, ma voglio i titoli per me»

Di Francesco e la Roma a un crocevia fondamentale: con il Sassuolo ha già battuto il Milan

Marcello Di Dio

Roma Cinque anni di differenza colmati da un'amicizia sbocciata lontano da casa. Vincenzo Montella ed Eusebio Di Francesco erano due ragazzini quando si incontrarono a Empoli una trentina di anni fa. Da allora uniti nonostante le loro carriere li abbiano via via allontanati. Uno scudetto alla Roma da giocatori, due presenze comuni in Nazionale con Dino Zoff ct, di nuovo insieme a Trigoria con due ruoli diversi e nel 2006 addirittura soci di una boutique di scarpe a Empoli.

Il tecnico dei giallorossi ritrova nuovamente l'amico Montella da avversario (nove precedenti, solo 2 vittorie), ma stavolta lo fa da allenatore di quella Roma che li ha resi grandi. «Non è un amico, è un fratello - sottolinea Di Francesco -. Lo è sul serio, dai tempi di Empoli, quando non avevamo i soldi all'inizio per una maglia o un vestito. Abbiamo dormito insieme in camera qui per due anni, era uno scugnizzo ed è rimasto così. Come allenatore è molto bravo, mi piace che anche quando cambia modulo non abbandona la sua filosofia. Gli auguro tanta fortuna a partire da lunedì...». Si racconta che quando Di Francesco - esonerato dal Sassuolo dopo 5 sconfitte di fila a inizio campionato - fu richiamato dal patron Squinzi, lui fosse a cena proprio a casa di Montella a Firenze.

La gara di San Siro è un crocevia fondamentale della stagione romanista: la truppa giallorossa dovrà dimostrare che il tris con Verona, Benevento e Udinese è stato solo un antipasto per un «boccone» più succulento. «Se vinciamo con il Milan, lunedì (domani ndr) troviamo i titoloni sui giornali ed è quello che vogliamo, vincere darebbe un segnale e noi lavoriamo per salire su quel carro lì. Senza presunzione, ma con convinzione e consapevolezza», così l'allenatore della Roma. Che con il Milan non ha mai pareggiato in 10 precedenti e vanta due successi pesanti quando guidava il Sassuolo: in casa nel 2013, il 4-3 siglato dalla quaterna di Berardi con l'esonero di Allegri dalla panchina rossonera, a Milano per 2-1 del 2015.

La sua Roma, al momento, viaggia a fari spenti e un po' indietro nei pronostici. «Ben venga il fatto di non partire favoriti, ma ci si aspetta tanto da me e dalla squadra e questo non deve toglierci responsabilità», dice Di Francesco. Contento dei miglioramenti del gruppo, anche se - sottolinea - «ci serve più continuità durante la gara». Niente deroghe al 4-3-3 di partenza, con Florenzi che torna titolare nel tridente d'attacco.