Alla Viola manca il tocco, ci prova Sousa: espulso

Il tecnico portoghese colpisce il pallone prima che esca dal campo e viene allontanato. Kalinic reclama un rigore

Matteo BasileGenova Un tempo non basta alla Fiorentina per rimanere agganciata al treno scudetto. La squadra di Paulo Sousa nel primo tempo si limita a far da spettatrice, si sveglia e prova a vincere nella ripresa ma non va oltre lo 0 a 0 contro un Genoa solido e quadrato che ha sfiorato la vittoria in almeno un paio di occasioni. Per la Viola un punto guadagnato per la qualificazione in Champions che rimane comunque obiettivo concreto. La differenza di classifica al Ferraris non si vede. Il Genoa gioca meglio e per 50' controlla quasi in scioltezza e soffre poco una Fiorentina che sembra l'ombra della squadra spettacolo vista in avvio di stagione. Babacar, non ne azzecca una e si fa anticipare nell'unica vera occasione a disposizione; Zarate, all'esordio dal primo minuto, si limita a qualche tocchetto fumoso. Di contro Gasperini mette in campo una squadra senza timori che fa la partita affidandosi in avanti all'estro e alla potenza del trio Suso, Perotti, Pavoletti. L'ex milanista è il più pericoloso: dribbla, corre e mette in crisi la difesa viola sfiorando la rete in avvio di ripresa: sinistro a giro da fuori area e palla sul palo a Tatarusanu battuto. Perotti, che Gasperioni ha ufficializzato alla Roma, pur andando a corrente alternata è sempre lucido, specie quando regala a Pavoletti un assist meraviglioso che il centravanti, a rischio rosso nel finale, spreca calciando sul portiere a 3 metri dalla porta. E' il quinto della ripresa: la viola balla, Paulo Sousa corre ai ripari e la partita cambia registro: dentro il bomber Kalinic per Zarate e il fresco ex rossoblù Tino Costa per uno spento Ilicic. La gara diventa divertente Babacar sfiora il gol dopo una bella discesa di Bernardeschi, il migliore in campo in assoluto, Kalinic viene messo giù in area e reclama un rigore che l'arbitro non concede. Il baricentro del gioco si sposta pericolosamente dalle parti di Perin, decisivo nel respingere una conclusione di Marcos Alonso. Tante mischie, un po' di confusione, Un paio di azioni travolgenti di Bernardeschi ma pochissima concretezza sotto porta. L'unica emozione quando Paulo Sousa dimentica di non essere più un giocatore e nel tentativo di non perdere tempo recupera un pallone nei pressi della sua panchina quando non aveva ancora superato la linea bianca. Espulsione d'obbligo e fischi del pubblico. Per ritrovare gli applausi, la continuità e i punti che avevano caratterizzato la prima parte di stagione, il portoghese deve ritrovare bel gioco e concretezza. Un tempo a buon livello non basta. Metà campionato da protagonista nemmeno.