Kean ultimo squillo Juve, primo "millenial" in gol

I bianconeri chiudono a 91 punti come l'anno scorso. Atalanta, storico 4° posto per una notte

La solita partita di fine stagione. Decisa però da un gol «non qualsiasi» avendolo realizzato Moise Kean, ovvero il primo «millennial» a segno in serie A: 2-1 per la Juventus al Dall'Ara, al termine di un match disputato da due squadre che nulla avevano da chiedere al proprio campionato: Bologna già salvo, Signora campione d'Italia da otto giorni e con il solo obiettivo di non procurarsi nemmeno un graffio (anche se Marchisio ha accusato qualche problema a un ginocchio e, nel finale, Mandzukic ha preso una botta dal ruvido Mbaye) in vista di sabato prossimo, quando a Cardiff cercherà di non perdere l'ennesima finale di Champions. Partita allora disputata per obblighi di calendario e null'altro: Khedira, al rientro dopo una ventina di giorni per un guaio muscolare, ha comunque preso atto di essere arruolabile ed era questo l'unico verdetto che interessava ad Allegri. Il tedesco potrà essere al suo posto contro gli ex compagni del Real Madrid e la sua sarà una presenza non da poco, essendo giocatore in grado di pilotare il centrocampo con una sapienza tattica pressoché unica.

Tutto qui, banalmente e semplicemente. Con Kean, origini ivoriane ma italiano a tutti gli effetti, che nel finale si è però preso la scena. Il ragazzino, del quale tanto si era parlato mesi fa (quando aveva esordito sia in campionato che in Champions), è infatti nato l'8 febbraio 2000 e ha così inaugurato l'era dei nati nel nuovo Millennio deviando in rete di testa una punizione di Pjanic. Per la serie: la Juve ha chiuso la sua corsa tricolore lanciando un messaggio inequivocabile al futuro, quando vorrà continuare a dettare legge. In precedenza, a inizio ripresa Taider aveva osato azzeccare un tiro all'incrocio dei pali spezzando la monotonia di un primo tempo vissuto ai due all'ora. A quel punto la Juve era stata costretta ad alzare un po' i ritmi, trovando ovviamente il pareggio con Dybala (11° gol in campionato) dopo una respinta di Da Costa su Higuain. Insomma: una mezzoretta di match vero c'è stata, all'interno di una partita dall'andamento lento. Con il baby Audero (terzo portiere della Juve) mai chiamato in causa nel primo tempo e con i bianconeri che fino a metà gara si erano resi pericolosi dalle parti di Da Costa un paio di volte e in maniera nemmeno troppo convinta. Poi, appunto, tre gol e l'autografo di Kean: ne risentiremo parlare. Adesso, però, spazio alla Champions: sabato prossimo, sull'erba gallese.