Vonn, Kostelic e Svindal: un ritorno e due addii

Lindsey rientra dopo 2 mesi. A Wengen ultima gara del croato e il grande norvegese dice stop

Bentornata (forse) Lindsey, torna presto Aksel e grazie Ivica. Ecco i titoli di testa del primo gelido e nevosissimo week end di coppa del Mondo 2017. Da una parte si attende il ritorno in coppa di regina Vonn, dall'altro Svindal si arrende al suo ginocchio, mentre all'anagrafe si piega ma non si spezza il grandissimo Kostelic. Sotto l'Eiger, il Lauberhorn di Wengen cede al meteo, mandando in scena una stralunata combinata alpina con uno slalom al mattino ed una mini discesa nel pomeriggio. Un podio di matricole felici con lo svizzero Niels Hintermann sul francese Maxence Muzaton, terzo l'austriaco Frederic Berthod. Musi lunghi nelle retrovie con gli azzurri orfani di Innerhofer ancora dolorante al ginocchio dopo la caduta di Santa Caterina - a riprovarci oggi, capitanati da Peter Fill e Dominik Paris. Il mitico Lauberhorn (ore 12.30 in diretta su RaiSport1 ed Eurosport) non sarà la discesa più lunga del mondo, ma sempre spuntata per sicurezza. Non ci sarà il norvegese Svindal che dopo uno stop a fine anno ha deciso di tornare sotto i ferri per quel ginocchio spezzato a Kitz.

Ad Altenmarkt Zauchensee, in Austria, le signore sono bloccate ai box di partenza e sperano di poter correre domani in combinata ma soprattutto già oggi in discesa (ore 11.15 diretta tv) dopo aver fatto una prova lampo in mattinata. Al via potrebbe essere anche Lindsey Vonn. Lei qui dominò, un anno fa, una discesa in due manche, lanciata verso un'altra grande stagione, che si arenò nel superg di Soldeu con una frattura del piatto tibiale. Vonn provò a gareggiare ancora ad Andorra, poi si fermò. In autunno, l'ultimo colpo della sfortuna: Vonn si rompe un braccio. In un video promo che a febbraio diverrà un film per Eurosport, la campionessa anticipa come sia stato questo l'infortunio più duro. «Non muovevo nemmeno le dita». Ora dopo 300 ore di rehab è pronta a riprendere la sua corsa di gloria per eguagliare le 86 vittorie di Ingo Stenmark. Gliene mancano dieci e fra tre settimana iniziano i Mondiali a Sankt Moritz dove vorrebbe rientrare anche un'altra americana abbonata ai successi nei grandi eventi: Julia Mancuso, neo signora Fisch, alle prese con periodici problemi all'anca. A dire addio, sette giorni dopo Tina Maze, è un altro figlio dell'est. Ivica Kostelic, classe 1979, ormai papà ed esploratore, dopo che ha attraversato a piedi l'Islanda, ha chiuso ieri al 22simo posto la sua 361ma gara che viene dopo 12 operazioni al ginocchio, ma anche 4 argenti olimpici, 3 medaglie mondiali, la coppa generale del 2011, 26 vittorie e 34 podi. «Smettere è come morire lentamente». A Wengen è arrivato senza proclami. Così come arrivò alle prime gare in auto con papà Ante e la sorellina Janica. Ivo ci mancherà: talento dei grandi, per costanza e tenacia da sempre e per sempre il primo della classe.