Westfalen, un «muro giallo» che porta fortuna

Un muro giallonero. Una bolgia. Un'atmosfera in grado di intimidire qualsiasi avversario. Il Signal Iduna Park (si chiama ufficialmente così per una sponsorizzazione), a tutti noto come Westfalenstadion di Dortmund è uno dei fattori sui quali punterà il Borussia per ribaltare il 2-1 subito a Torino. «Perché è difficile giocare nel nostro stadio? Perché è un luogo speciale che si nutre di momenti straordinari. La cosa più bella del club. Fa venire la pelle d'oca», ha detto il tecnico Jurgen Klopp alla vigilia del ritorno.

Eppure, temibile e temuto, l'impianto della Vestfalia non spaventa più di tanto i bianconeri. Anzi, evoca addirittura dolci ricordi. In primis a Gianluigi Buffon e ad Andrea Pirlo (oggi però assente), protagonisti assoluti, il primo con una parata fenomenale su Podolski, il secondo con l'assist no-look per Fabio Grosso, nella semifinale vinta dall'Italia nel 2006 contro la Germania. I tedeschi non perdevano a Dortmund da 70 anni, ma vennero spazzati via dalla Nazionale di Lippi, futura campione del mondo, con un leggendario 0-2 dopo i tempi supplementari.

Il Borussia di Klopp, invece, pur avendo in casa una tradizione positiva, non cade al Westfalenstadion in competizioni europee soltanto da un anno (marzo 2014, 1-2 con lo Zenit di San Pietroburgo). Nella Bundesliga 2014-15 hanno espugnato Dortmund già quattro squadre: l'Augusta, l'Hannover, l'Amburgo e il Bayer Leverkusen. E a rasserenare lo stato d'animo dei ragazzi di Allegri c'è anche una statistica che vede la Juventus vittoriosa tre volte su tre partite giocate nelle coppe nel "caldissimo" impianto tedesco. L'ultimo precedente risale a 20 stagioni fa: nel settembre del 1995, fase a gironi della Champions League, la Juve di Lippi, futura regina d'Europa, si impose per 1-3. Gli altri due incroci risalgono alla Coppa Uefa 1992-93 e 1994-95. Finale di andata vinta 1-3 nel primo caso, semifinale di ritorno, vinta 1-2, nel secondo. Insomma, il bilancio dei bianconeri nello stadio giallonero parla di tre successi, otto gol fatti e soltanto tre subiti. Numeri e risultati che non possono rilassare la Juventus, anche perchè il Borussia riporta pur sempre alla mente dei bianconeri l'amara sconfitta nella finale di Champions del 1997, giocata proprio in Germania, a Monaco.