Wimbledon svalutato dalla Brexit, crocevia per Djokovic e Serena

Sergio Arcobelli

Ancora scossa dalla vittoria del sì sulla Brexit, la Gran Bretagna si appresta ad ospitare da questa mattina la 130esima edizione del torneo di Wimbledon, lo Slam più prestigioso della stagione tennistica che si ritrova con il montepremi svalutato, nel cambio sterline-dollari di circa tre milioni, a causa del referendum di giovedì.

Sull'onda dell'entusiasmo per il successo al Roland Garros, l'ultimo che mancava alla collezione, Novak Djokovic viene considerato il vero favorito ai Championships. Il serbo, che affronterà al primo turno il tennista di casa Ward, potrebbe incrociare in semifinale il 7 volte campione a Church Road Roger Federer, l'unico che può provare a impensierirlo su questa superficie ma le cui condizioni fisiche, dopo aver saltato Parigi, destano perplessità. Il campione svizzero punta a superare il record assoluto di vittorie di Sampras (fermo a 7).

Dall'altra parte del tabellone tocca allo scozzese Andy Murray, testa di serie numero 2, il compito di fermare Nole dopo Australian Open e Roland Garros insegue il Grande Slam. Non sarà della partita invece Rafael Nadal, alle prese con dolori al polso ma pronto a rilanciarsi in vista dei Giochi di Rio (nominato portabandiera della Spagna).

La 22enne connazionale Muguruza, per contro, è l'indiziata numero uno al successo tra le donne. Fresca vincitrice sulla terra rossa di Parigi, la tennista spagnola di origine venezuelana, già finalista lo scorso anno a Wimbledon, dovrà però fare i conti con Serena Williams, intenzionata a riconfermare lo scettro conquistato nella passata stagione.

Saranno solamente 8 gli azzurri (rientra Fognini dopo il matrimonio) al via della manifestazione. Non è affatto una sorpresa vista la debacle al Roland Garros, che ha visto la sola Knapp approdare al terzo turno.