Zeman tradito dall'"amata" Signora. E il Cagliari è pronto a mandarlo via

È già toto sostituti: da Reja a Zola allo stesso Zenga che però nicchia

«Esonera Zeman e ti salvi». La storia racconta di una telefonata anonima ricevuta nel 2004 dall'allora presidente dell'Avellino Pasquale Casillo ma lui non seguì il consiglio e retrocesse. Chissà se ieri il patron del Cagliari Giulini avrà ripensato a quest'episodio quando ha deciso di prendere in mano la pratica dopo appena sei mesi. A ieri sera il benservito al tecnico boemo era ormai questione di ore. Nel caso, sarà l'ennesimo fallimento della carriera (i maligni dicono che sarebbe la stella degli esoneri, il decimo).

La storia recente del creatore di Zemanlandia parla di un allenatore che ha fatto spesso sognare le tifoserie con il suo calcio offensivo, ma altrettanto spesso ha depresso gli ambienti in cui ha operato, per un'infinità di rovesci determinati soprattutto dall'inadeguatezza del sistema difensivo. I suoi detrattori ricordano i pochi successi (i più brillanti il ciclo di Foggia e la straripante promozione di Pescara, dove alla sua corte sono sbocciati i talenti di Lorenzo Insigne, Ciro Immobile e Marco Verratti, finiti in Nazionale e agli ultimi Mondiali) e le tante delusioni. A Cagliari avevano sposato in estate il progetto ambizioso, puntando sulla bravura di Zeman nel valorizzare i giovani, e avevano difeso a lungo il boemo che pure non era riuscito a regalare una gioia (leggi vittoria) nel ritrovato fortino del Sant'Elia. I successi trionfali a San Siro con la disastrata Inter di Mazzarri e a Empoli con la truppa toscana guidata da Sarri avevano esaltato la piazza, il clamoroso ko interno con il Chievo, rimediato per la stanchezza accumulata dai titolari nella maratona di coppa con il Modena, non era piaciuta per niente ai dirigenti.

A costar cara potrebbe dunque essere proprio la sconfitta con l'amata (da giovane come tifoso) e odiata (da tecnico di lungo corso con stoccate varie, dal doping ai favori arbitrali) Juventus. Partita nella quale, per amore del Cagliari e dei tifosi rossoblu, aveva addirittura abiurato al suo credo tattico (due punte invece del solito tridente e una difesa a 4 con altrettanti centrali). Risultato: sfida senza storia e presa di distanza del club. Nell'attesa dell'esonero ormai nell'aria, fioccano i nomi dei sostituti. Forse l'idolo sardo Zola o un tecnico esperto come Edy Reja o Delio Rossi, mentre Walter Zenga ha già declinato l'invito perché non è convinto della possibilità di prendere un progetto in corsa.