Sri Lanka, vittoria militare "Ucciso il leader Tamil, controlliamo tutta l'isola"

Gli ultimi guerriglieri erano asserragliati in un fazzoletto di terra: Prabhakaran ucciso mentre fuggiva nascosto in un'ambulanza il leader supremo e fondatore. I militari riprendono il controllo dell'isola

Colombo - L’esercito dello Sri Lanka ha proclamato la "sconfitta militare" della guerriglia Tamil e la liberazione del Paese da "tre decenni di terrore". E nella battaglia finale, attesa e preparata da giorni e giorni di offensiva militare senza tregua, le "teste di cuoio" srilankesi hanno anche ucciso il capo supremo della guerriglia, Velupillai Prabhakaran.

Fuga in ambulanza Il leader dei Tamil tentava di scappare dalla zona di guerra in ambulanza lungo la via di fuga che gli avevano aperto i suoi uomini, ma le truppe lo hanno intercettato. Con lui sono morti, uccisi nel veicolo che poi si è incendiato, il capo dell’intelligence, Pottu Amman, numero due dell’organizzazione, e Soosai, capo dell’ala Sea Tiger. Vellupillai Prabhakaran, che girava da anni con una capsula di cianuro al collo, era il volto della sanguinaria guerriglia Tamil. Nella battaglia finale, sono caduti anche il figlio, delfino naturale del gerrigliero, Charles Anthony, e circa 250 guerriglieri. Le immagini del primogenito di Prabhakaran - ucciso nella notte insieme a due altri dirigenti dell’organizzazione, tra i quali l’incaricato degli affari politici, Nadesan, l’uomo che dava l’intervista ai media, sono state mostrate anche dalla tv di stato.

"Tutti i leader della guerriglia sono morti" Lo ha assicuraro il governo che però non ha ancora annunciato ufficialmente il riconoscimento del cadavere del leader supremo. Le autorità di Colombo hanno invece confermato la riconquista dell’intero territorio dell’isola. I guerriglieri si erano barricati in un fazzoletto di terra, appena 300 metri quadrati, sulla costa nord-orientale dell’isola, protetti da bunker e circondati da campi minati.

L'Ue: inchiesta sulle vittime civili Il trionfo militare del governo di Colombo non è privo di polemiche. L’Unione Europea spinge per un’inchiesta indipendente che verifichi le violazioni dei dirittti umani e porti i responsabili di fronte alla giustizia: i 27 ministri degli Esteri, riuniti a Bruxelles, si sono detti "atterriti" dalle notizie sull’alto numero di vittime civili, tra cui molto bambini. "I combattimenti devono finire ora", ha detto l’Ue, invocando il rispetto del diritto umanitario, la possibilità per le agenzie di raggiungere le migliaia di sfollati e chiedendo alle parti di lavorare a "una soluzione politica". In particolare, a Colombo l’Ue chiede di collaborare con le Nazioni Unite per affrontare la crisi umanitaria: "Ci sono decine di migliaia di persone che hanno un disperato bisogno di aiuto", ha detto il ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt.

Proteste contro Londra Intanto sono scoppiate proteste contro la Gran Bretagna a Colombo: più di 1.000 manifestanti si sono raccolti dinanzi alla rappresentanza diplomatica, scandendo slogan e lanciando pietre, che hanno infranto due finestre. Alcuni facinorosi hanno anche appiccato il fuoco a una foto del ministro degli Esteri del Regno Unito, David Miliband. Miliband è stato molto critico contro la prolungata e sanguinosa guerra condotta dal governo di Colombo e la Gran Bretagna, ex potenza coloniale dello Sri Lanka, si è schierata a favore dell’inchiesta per presunti crimini di guerra, di cui - secondo l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay - potrebbero essersi macchiate entrambe le parti.