la stanza di Mario CerviÈ giusto che i media parlino dei morti palestinesi. Ma senza ipocrisie

Sono indignato dalla colossale ipocrisia dei media che parlano di bambini, donne e civili ammazzati dall'esercito israeliano e da quell'essere inutile di Ban Ki Moon che si irrita perché Israele non ha seguito i suoi illuminati consigli. Ma vogliono capire questi signori che Israele è in guerra con Hamas e che basterebbe che Hamas accettasse l'esistenza di Israele e smettesse li lanciare razzi perché tutto questo finisse?
e-mail

Caro Clausetti, io non vedo nessuna colossale ipocrisia nel fatto che i media parlino di bambini, donne e civili ammazzati dall'esercito israeliano. I media registrano e riferiscono le cose che accadono. Tra le quali ci sono le morti di civili e di bambini palestinesi. Su questo a mio avviso non c'è nulla da ridire. C'è molto invece quando dalla narrazione degli avvenimenti si passa alla loro valutazione umana e politica. Qui scatta, in molti ambienti internazionali, quella che lei definisce colossale ipocrisia, ossia la tendenza a individuare negli israeliani i cattivi della situazione, e nei palestinesi i buoni. Ci sono «falchi» in entrambi gli schieramenti. Ma l'estremismo palestinese ha una crudeltà e una ferocia primordiali che sono ben diverse dalla razionalità, anche brutale, degli israeliani. Nelle scuole palestinesi si insegna che è cosa giusta e bella uccidere gli israeliani. La linea che divide la difesa dei propri interessi da un'ossessione fanatica è importante. Gli appelli del Papa e di altri grandi della terra -tra essi incluso Ban Ki Moon a lei molto antipatico- possono trovare ascolto in menti razionali, non in menti ottenebrate dall'odio.