la stanza di Mario CerviGrillo ha paura della carta stampata perché fa riflettere

Mio nonno legge tutte le mattine il Giornale. Vuole sapere di Grillo e del suo movimento. Io gli dico che per saperne di più bisogna avere internet. Non essendo abituato alle nuove tecnologie, da lui chiamate meccanismi demoniaci (e qui sarebbe utile il giudizio di un esperto come padre Amorth, che si è espresso su Napolitano e Monti), non vuole saperne del web. Allora chiedo a Grillo: visto che tanti anziani e anche molti giovani non usano internet, perché non esce con un giornale, per esempio Il Grillo parlante, per spiegare a tutti, giovani e meno giovani, le sue proposte?
Terni

Non credo proprio che un nonno, avendo raggiunto la vecchiaia, abbia bisogno d'un quotidiano di Grillo per sapere cosa Grillo pensa e fa. Di mattane ne avrà viste tante e anche tante proteste comprensibili. I grillini sono un fenomeno d'oggi, ma il grillismo nella sua essenza è un fenomeno antico, ha avuto molte incarnazioni e provocato immani delusioni e rovine. Il comunismo ambiva a rifare il mondo ed è miseramente fallito. Allo stesso scopo ambiva il cristianesimo, e non si può dire che abbia avuto totale successo. La rivoluzione, l'epurazione, il movimentismo, il giovanilismo, il nichilismo sono stati sempre presenti e puntualmente ritornano nella storia della politica e del pensiero umano. Grillo impersona l'ultima edizione di pulsioni, emozioni, reazioni che affondano le radici in secoli lontani. Nuovo, nuovissimo è invece lo strumento di comunicazione da lui prediletto: internet. Non vedo perché dovrebbe munirsi d'un altro strumento, la carta stampata, che ha snobbato e che non si stanca di vituperare. Quel che ha gli è bastato per ottenere un trionfo elettorale. Il suo popolo non tende tanto a capire, quanto a credere. Il foglio stampato induce alla riflessione. Grillo vuole l'adesione fideistica. Non che gli mancassero buoni motivi per promuovere la sua crociata antisistema, ma tolte di mezzo le istituzioni obsolete, cosa ha in programma? Il diluvio, come Luigi XV re di Francia.