la stanza di Mario CerviIl cambio lira-euro non fu figlio di una negoziazione politica

Nonostante una parte politica neghi l'evidenza, ormai è coscienza comune che grandissima parte (per non dire tutta) della situazione economica italiana è frutto del disastroso cambio Lira-Euro a 1936,27. È possibile sapere sulla base di quali considerazioni fu determinato?
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Il cambio lira-euro fu determinato, fino ai decimali, da una semplice operazione contabile. Ben prima che l'euro entrasse in vigore era stata creata una «monetra di conto» europea, l'Ecu. Il cambio definitivo tra le singole monete e l'Ecu fu stabilito, il primo gennaio del 1999, a un livello che si era formato sul libero mercato delle valute. Poi l'Ecu divenne euro. Cito un esperto: «Ciò che tutti ricordiamo, ovvero la circolazione dell'euro fisico dal primo gennaio 2002,è stata semplicemente l'eliminazione d'una sfilza di monete diverse che già avevano bloccato i loro cambi». Il cambio euro-lira non era negoziabile né modificabile. Facendo io stesso grossolanamente i conti di valute che all'epoca maneggiavo, franco francese, peseta, dracma avevo costatato che il risultato rapportato alla lira era quello stabilito ufficialmente. Le ipotesi d'un euro a 1300 o 1400 lire, solo che lo si fosse discusso bene, mi sembrano utopistiche. Questo discorso non contraddice i ragionamenti sull'opportunità di aderire all'euro, sui modi criticabilissimi in cui l'adesione fu realizzata in Italia, sul sostanziale raddoppio dei prezzi (e gravissima riduzione dei redditi familiari) che ne derivò. Si può sostenere ragionevolmente che l'euro sia stato un errore se non una catastrofe. Non si può secondo me sostenere che il suo cambio fosse frutto non dell'aritmetica ma della capacità d'ogni governo di farsi valere.