la stanza di Mario CerviLa Francia ha combattuto male i nazisti. L'Italia li ha aiutati male

Egregio Mario Cervi, mi appello alla sua conoscenza storica per togliermi un dubbio. La Francia durante la seconda guerra mondiale era divisa in due parti: una non belligerante o almeno così si dichiarava, e una occupata dai tedeschi. Nella parte occupata i francesi hanno attivamente collaborato con le SS ai rastrellamenti e alle deportazioni degli ebrei e la loro polizia non era certo tenera. Hanno poi avuto partigiani combattenti. Dov'è la differenza rispetto a noi? Anzi, in Italia il fascismo è stato meno feroce con gli ebrei e i partigiani li abbiamo avuti anche noi. Perché la Francia ha vinto la guerra come Usa, Regno Unito e Urss e siede addirittura al Consiglio di sicurezza dell'Onu e noi siamo solo perdenti?
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Caro Rondina, i francesi che collaborarono con i tedeschi furono tanti. Lo furono nei territori direttamente assoggettati all'occupante, lo furono nella zona assegnata al governo di Vichy, dove fino al novembre 1942 -quando la distinzione tra le due zone cessò- vi fu una parvenza di autonomia. Dal momento che servi e complici dei nazisti se ne contarono in Francia molti, lei chiede che differenza ci sia con l'Italia. La differenza c'è ed è sostanziale. Si può ritenere che il generale De Gaulle, ergendosi a vincitore dopo la disfatta del 1940 e pretendendo per la Francia un rango analogo a quello dei vincitori veri, vantasse glorie inesistenti. Ma la Francia -con la Gran Bretagna- aveva mosso guerra a Hitler in difesa della Polonia aggredita, la sua condizione, come Stato, era quella di vittima del nazismo, non di complice. Vittima, dopo la Polonia, come la Norvegia (dove agli ordini del tedesco fu creato il governo Quisling, modello d'asservimento al conquistatore) come il Belgio, come l'Olanda, come la Jugoslavia, come la Grecia. Si può discutere della quantità e qualità di aiuto che i tedeschi ebbero da esponenti dei Paesi sottomessi: un aiuto che fu rilevante. Ma è l'Italia che ha dichiarato guerra alla Francia, oltretutto una Francia agonizzante. Pur con tutte le doverose riserve per certi pomposi atteggiamenti francesi, non è possibile mettere sullo stesso piano chi a Hitler si è opposto -con esiti pessimi, per quanto riguarda la Francia- e chi gli si è baldanzosmente affiancato per avere qualche boccone delle sue prede. Sulla Francia vincitrice -parola grossa in questo contesto- pesano ombre storiche, Combattè male e combattè poco. Ma le sue fanfaronate sono scusabili se messe a raffronto con i proclami di trionfo della retorica resistenziale italiana.