la stanza di Mario CerviLa lezione di Einaudi: al macero le leggi inutilmente costose

Tutti coloro che si lamentano di qualcosa che non va, molte volte affermano che si rende necessaria una legge per il settore di cui si parla, forse senza rendersi conto che di leggi ne abbiamo già a iosa: siamo nella patria del Diritto. I parlamentari non aspettano altro per mettersi in mostra e guadagnare qualche voto. Più leggi, più reti; più cerchiamo nuove leggi più ci leghiamo le mani da soli, senza contare che per ogni nuova legge approvata occorre una nuova copertura finanziaria!
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Caro Mantovani, sì abbiamo un eccesso mostruoso di leggi e un difetto evidente di legalità. Troppo di tutto. Di misure giudiziarie, di misure economiche, di misure sociali. Questa valanga immensa e improduttiva genera paralisi. Così come la valanga dei controlli. In astratto nessuna mariuoleria pubblica dovrebbe essere possibile, per la quantità di norme tese a prevenirla. In realtà i molti controlli equivalgono quasi a nessun controllo perché non si sa mai chi è il vero responsabile. Probabilmente ho già citato nella «Stanza» una lezione di Luigi Einaudi, ma conviene ricordarla: la procedura parlamentare prevede che se durante una legislatura una legge è stata discussa ma non approvata, con la nuova legislatura decade (con rare eccezioni). Molti deplorano la perdita di tempo e di denaro che si verifica mandando al macero una quantità imponente di atti e dibattiti che senatori e deputati ritenevano importanti. Obiettava Einaudi che quella ghigliottina era provvidenziale perché in massima parte le leggi non arrivate al traguardo prevedevano spese, e per lo più spese insensate e inutili. Meglio un colpo di spugna che una loro entrata in vigore.