la stanza di Mario CerviLa riforma del senato non è perfetta. Ma meglio di nulla

La riforme del Senato e quella elettorale (Italicum) - a forte impronta renziana - ora in discussione, sono quasi sicuramente sia incostituzionali sia un potenziale pericolo per la democrazia, oltre che una schifezza. Ciò detto, non è che per quanti si apprestano a dare il loro assenso a dette riforme si potrebbe – seppur riferito ad altro contesto, che però rende bene l'idea – manzonaniamente dire: e gli “sventurati” risposero sì?
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Caro Cerofolini, sono sicuramente moltissimi gli italiani sventurati che rispondono sì -credo che la sua citazione riguardi la monaca di Monza- alle proposte renziane. Da lei ritenute infami al pari di quelle dello scellerato Egidio manzoniano. Personalmente sono meno severo, anzi direi che non lo sono per niente. Evito il problema della incostituzionalità, perché in quei labirinti osano penetrare solo gli esperti. Ma per l'Italicum e per la riforma del Senato non vedo dove sia lo scandalo. Mi guardo bene dall'asserire che i progetti del giovane Matteo siano perfetti. Io a esempio avrei preferito un'abolizione totale di Palazzo Madama. Ma dopo avere ascoltato infinite lamentele sulla legge elettorale in vigore non vedo perché una nuova ipotetica legge sia subito colpita d anatemi dotti. Il Senato à la Renzi non è probabilmente una creatura ammirevole. Ma svecchia, snellisce e semplifica le strutture istituzionali. L'avversione a iniziative ritenute inadeguate ha avuto il più delle volte l'effetto di bloccarle: non per vararne di migliori, ma per affossarle definitivamente, assicurando un comodo status quo a chi è ben sistemato in poltrone pubbliche. A mio avviso le proteste derivano non dal fatto che sia in pericolo la democrazia ma dal fatto che sia in pericolo certa burocrazia.