la stanza di Mario CerviL'Ue è un gigante senz'anima. Ma era difficile dargliela

Siamo in molti a considerare la Ue una cosa positiva ed auspicabile, ma nessuno, fino ad oggi, è riuscito a realizzare in modo definitivo questo sogno. L'Europa è costituita da tanti Stati che hanno le loro origini e si sono formati nei secoli con guerre, conquiste e rivoluzioni, con le loro consuetudini, costumi e tradizioni tramandatesi nei secoli. Negli ultimi decenni è tornata in auge l'esigenza di un'Unione e sono in molti a considerare la cosa positiva ed auspicabile, anzi necessaria. Tuttavia, ultimamente, è cresciuto lo scetticismo ed un sentimento antieuropeo. La Ue è percepita dalla gente comune come enorme e costoso organismo burocratico fonte più di obblighi che di benefici. A mio avviso ciò è dovuto al fatto che il sogno dell'Europa è stato attuato al contrario, perché prima si sarebbe dovuto creare quel sentimento di appartenenza ad una cittadinanza europea, poi, o contemporaneamente, introdurre una lingua comune, che consentisse ai cittadini europei di intendersi, e, solo alla fine, fondere le Nazioni europee in un solo Stato con moneta, leggi ed interessi comuni.
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Caro Pirola, il suo ragionamento non fa una grinza. È vero, l'Unione europea ha assunto le sembianze d'un gigante burocratico senza anima, le speranze e le idee dei fondatori De Gasperi, Adenauer, Schuman si sono andate diluendo nei formalismi paralizzanti di Bruxelles. La costruzione dell'Europa unita doveva avvenire, spiega lei, con una strategia opposta a quella in effetti adottata. Prima la creazione d'un sentimento di appartenenza alla cittadinanza europea, e solo dopo la ricerca di istituzioni comuni. Un sogno che secondo me ebbe una concreta possibilità di realizzazione solo nei remoti secoli dell'impero romano. Per quanto riguarda specificamente l'Italia il processo unitario non avrebbe mai fatto progressi, se questa strategia fosse stata adottata, perché le varie aree della penisola avevano solo il legame della lingua -nei ceti colti- ma per il resto ben poco le accomunava. Se fosse per l'appartenenza la Spagna non potrebbe includere la Catalogna, e la Gran Bretagna non potrebbe includere la Scozia. Perché il sogno europeo abbia possibilità di compiersi non si può unicamente aspettare il sì dei popoli. Ammesso -e da molti non concesso- che l'Unione meriti, come obbiettivo, d'essere perseguita, i tradizionali strumenti internazionali sono forse necessari più di quanto lo sia una spontanea adesione di massa. Le rivoluzioni e le svolte sono quasi sempre minoritarie, così come minoritaria fu l'Unità. Che, pur appannata da molte ombre, rimane -è una mia opinione- la pagina più bella della storia nazionale.