la stanza di Mario CerviNessun'altra malvagità può sminuire i crimini di Hitler

Caro Cervi, come ogni anno il passaggio in TV di film e documentari sull'Olocausto annuncia l'arrivo della Giornata della Memoria. Non ne capisco il motivo: lo sterminio nazista degli ebrei è un fatto documentatissimo che appartiene ormai alla storia. Semmai la pedante commemorazione («Chi non ricorda il passato...» ecc.) è destinata a far perdurare sospetti e domande. Perché si continua a parlare di unicità dell'Olocausto? Perché non si dice che dopo la fine della Prima guerra mondiale e poi ancora negli anni Venti e Trenta la comunità ebraica internazionale fece di tutto per distruggere la nazione tedesca? E infine: perché si continua a sputare su altri milioni di morti, descrivendo il Nazifascismo come un male assoluto e definitivo? Fu una vicenda degli uomini, quindi - Lei c'era e lo sa - anche piena di speranza, di gioia, di bellezza. Cosa ne pensa?
Torino

Caro Bussone, posso anche riconoscere la ripetitività burocratica di certe celebrazioni solenni, di certi rituali ufficiali. Ma quando lei sostiene, per sintetizzare, che un po' o molto la loro sorte gli ebrei se la sono voluta perché miravano a distruggere la nazione tedesca, provo sgomento. L'uccisione di milioni d'innocenti, bambini inclusi, nel nome di demenziali e feroci teorie razziali, non può avere nessuna giustificazione. Oltretutto la tesi hitleriana secondo cui la Germania aveva necessità dì uno spazio vitale negatole dalla congiura demopluromassonica è stata smentita dalla storia. Sconfitta nella seconda guerra mondiale e privata di grandi territori - tra cui la Prussia orientale con Koenigsberg patria di Kant- la Germania è la potenza egemone dell'Unione Europea. Hitler farneticava alla sua sanguinaria maniera, e mi sembra legittimo e logico definirlo il male assoluto. Non capisco poi perché dalle efferatezze naziste lei tragga spunto per affermare che chi insiste sulla crudeltà spaventosa dell “Olocausto” continua a sputare su altri milioni di morti. Il male assoluto non esclude che ci siano altri mali, anch'essi terribili. Non si tratta di stabilire una gerarchia degli ammazzamenti, ma di ricordare e onorare il sacrificio di chi aveva come unica colpa quella d'essere ebreo.