la stanza di Mario CerviPrezzi alti e multe non fermeranno mai la maleducazione

Una dimostrazione dello strano rapporto esistente con le leggi è costituita dalle ordinanze di diverse città con cui si vieta il consumo di cibi e bevande nei centri storici per evitare cumuli di immondizie. La diretta conseguenza di tali provvedimenti è l'aumento spropositato del costo di gelati, granite, yogurt, bibite e altri alimenti venduti e consumabili nelle zone centrali e l'aumento dei costi di sorveglianza (speciali corpi di polizia anti-panino istituiti con lo scopo di controllare le attività manducatorie). Forse la soluzione più semplice sarebbe davvero semplice: qualche cestino in più e maggiori controlli con relative pesanti multe per chi deturpa l'arredo urbano.
Monfalcone (Gorizia)

Caro Luglio, non capisco perché i limiti imposti al consumo di cibi e bevande nei centri storici debba provocare uno spropositato aumento del prezzo, appunto, di cibi e vivande. Da sprovveduto avrei supposto che, diminuendo per effetto dei divieti la vendita di panini e altro, il loro costo dovesse essere calmierato. Evidentemente sbagliavo: tutte le occasioni sono buone per infliggere aumenti a turisti e non turisti. Confesso tuttavia di non vedere molta differenza tra i costi delle polizie comunali anti-panino che lei deplora e i maggiori controlli con pesanti multe che lei auspica. Da frequentatore del centro di Milano - ma il discorso vale a maggior ragione per altre città - osservo che i cestini e contenitori per la spazzatura sono numerosi, a mio avviso più che sufficienti. Amareggia invece vedere a distanza di pochi metri dal cestino cartacce e bottigliette abbandonate, quasi che il percorrere quell'infima distanza dovesse essere, per i maleducati, una scomodità insopportabile. Devo aggiungere che di questi sfregi alla bellezza delle nostre città sono responsabili spesso i loro cittadini, ma sono ancor più responsabili, lasciando rifiuti sparsi dopo ogni riunione di gruppo e di etnia, gli immigrati. Ai quali dovremmo insegnare il civismo, ma loro non sono disposti ad apprendere e molti italiani non sono abilitati a dar lezioni.