Stasera c'è Italia-UruguayE Buffon "aggancia" Zoff

Amichevole, a Roma, tra gli azzurri di Prandelli e l'undici di Cavani. Buffon raggiunge Zoff come numero di presenze: "Ma non mi voglio fermare con l'Europeo". Derby con De Rossi per la fascia di capitano

Roma - Il 29 è un numero che li accomuna. Nel senso che uno, Gigi, ha iniziato la sua avventura in azzurro il 29 ottobre 1997; l’altro, Dino, ha chiuso con la Nazionale il 29 maggio 1983. Da stasera i due campioni del mondo saranno legati da un altro numero: il 112, ovvero le presenze con la maglia dell’Italia. La curiosità è che in 13 gare di queste, il portiere della Juventus ha avuto il suo illustre predecessore addirittura come ct.

«È stato un maestro, tecnicamente mi sono ispirato a lui, è un onore tagliare questo traguardo», dice Buffon alla vigilia della partita di Roma nella quale entrerà ancor più nella leggenda azzurra. Poco prima aveva indossato la nuova maglia della Puma per Euro 2012. «Quella di oggi è una tappa importante, non penso sia l’ultima. Mi auguro che il mio cammino in nazionale sia ancora moderatamente lungo, ho un’età che mi fa sperare - aggiunge Gigi -. Se arriverò al prossimo Mondiale? Intanto penso all’Europeo...».

el gelo di Mosca, 5131 giorni fa, cominciò la scalata verso il paradiso di un ragazzo di 19 anni. «Si capiva già allora che Gigi aveva mezzi fantastici, anche se all’epoca non si poteva immaginare quante partite avrebbe fatto in azzurro - così Zoff in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport -. Se starà bene e il fisico lo assisterà, andrà oltre il 2014».

Di sicuro, Buffon non potrà strappare a Zoff il record di incontri consecutivi (330) con la casacca della Juve. «E io ho giocato fino a 41 anni...», evidenzia Dino. Il suo «discepolo» è ancora fermo a 33 e 9 mesi, per cui meglio vivere alla giornata. «Un paragone con Dino? Mi sento una via di mezzo tra lui e Albertosi - spiega il numero uno della Juventus -. Tecnicamente assomiglio più a Zoff, e come Dino sono pacato e riflessivo. Da giovane ero come Albertosi, più estroverso e scherzoso. Comunque, nell’immaginario collettivo dei ragazzi nati dal 1990 al 1995, Zoff è stato un punto di riferimento per tutti i portieri».

Venerdì a Wroclaw, quando era ancora a un passo dalla meta, Buffon ha perfino parato un rigore. Impresa mai riuscita al mito di Mariano del Friuli. «Vi ricordo che in azzurro ne ho sempre parati (tre per l’esattezza, ndr), anche nell’ultimo Europeo. Mi auguro in futuro di pararne di più importanti», così Gigi. Che nel 2012 sorpasserà Zoff, ma poi dovrà tentare di eguagliarlo anche nel vincere l’Europeo. «Il test con l’Uruguay, squadra di grande valore internazionale, ci dirà di che pasta siamo fatti», l’opinione di Buffon, convinto che l’Italia in Polonia e Ucraina potrà far bene.
Ma chi meglio di Cesare Prandelli, compagno di squadra di Zoff in bianconero dal 1979 al 1983 e dall’inizio del 2011 allenatore di Buffon in azzurro, può fare un paragone tra i due? «Dino parlava poco ma quando alzava i toni riceveva grande attenzione - così il ct di Orzinuovi -. Gigi è più aperto e disponibile. Sono tutti e due giocatori straordinariamente vincenti. Zoff aveva la capacita di valutare prima cosa poteva succedere, ma il suo rispetto a quello di Buffon era un calcio diverso e soprattutto c’erano palloni diversi».

Stamani alle 9.30 la Nazionale farà visita al presidente Napolitano («Gli dirò che speriamo di risollevarci come Paese...», così Buffon), in serata la partita della leggenda per Gigi. «Sarebbe bello toccare le 112 presenze con la fascia da capitano al braccio, valuteremo con il ct e con Daniele (De Rossi, che giocherà nel suo stadio e a sua volta raggiungerà Mazzola a quota 70 in azzurro, ndr)».