Stasera Milan-Juventus: ultime prove di campionato

Ancelotti con Gilardino unica punta. Kakà: "Mi picchiano? Vuol dire che sto crescendo". Ranieri conta gli assenti: "Proverò nuove soluzioni"

Milanello - Prova d’orchestra al Meazza con repertorio classico forse solo in apparenza. È la notte del 17° Trofeo Berlusconi, il Milan riceve la Juventus tre giorni dopo i 45’ del Trofeo Tim, chiusi dai rossoneri con l’1-0 di Gilardino, ma chi spera di assistere a uno spettacolo più vivace del triangolare di martedì ripensa all’atteggiamento bianconero contro le due milanesi. Sembrato quello di chi, dopo anni di eccellenza, è sceso all’inferno e adesso ha voglia di tornare all’altezza delle migliori. Una novità, per Madama.

Sarà da scoprire quanto una Juve priva degli acciaccati Chiellini, Birindelli, Camoranesi, Cristiano Zanetti e Trezeguet (dolore alla pianta del piede causato dalle scarpe da gioco), con Almiron e Tiago non al meglio e Ranieri che parla di «occasione per provare nuove soluzioni» saprà opporsi a un Milan senza esperimenti. «Abbiamo fatto una preparazione serena grazie alla tranquillità che ci ha dato vincere la Champions - dice Carlo Ancelotti - e il Trofeo Berlusconi è una prova generale in cui dare minuti di gioco a chi comincerà la stagione ufficiale, fra campionato e Supercoppa con il Siviglia del 31 agosto. Non attendo risposte particolari da stasera, gli automatismi ci sono, ora dipende tutto dalla condizione fisica e dalle motivazioni. E noi ne avremo».

In campo, in una serata che prevede anche la presentazione dell’Armani Jeans Milano di basket, «cara» ad Adriano Galliani, è previsto un Milan tradizionale con Gilardino unica punta. Assente, oltre a Maldini, Ronaldo: il Fenomeno sarà pronto («in teoria», ammette Ancelotti) per la prima di A. Un altro carioca, Kakà, si lamenta intanto con garbo delle marcature «toste» che gli vengono riservate. «Mi ci devo abituare, ormai sarà sempre così. Diciamo che è meglio se le cose peggiorano, perché vuol dire che sto crescendo. Devo imparare alcune cose e spero che ci sarà un po’ di severità nel giudizio, perché certi falli sono proprio cattivi, ma so che la marcatura dura mi accompagnerà tutto l’annno».

Ancelotti allarga le braccia («è inevitabile») e poi analizza l’avversario di stasera, rivale di sempre che non ha però scaldato la prevendita (22.500 biglietti venduti a ieri). Sarà l’inflazione da big match estivo. «La Juve è un po’ indietro ma ha un potenziale da zone nobili della classifica. Inserisce giovani molto bravi come Criscito e Nocerino, fa ambientare i nuovi stranieri. Disputerà solo il campionato e ha una rosa adeguata, con giocatori che sono al livello dei nostri, come Buffon, Del Piero, Trezeguet e Camoranesi ma deve completare il lavoro di assemblaggio. Le cose non vengono subito alla perfezione quando hai cambiato e infatti sono curioso di scoprire anche alcune protagoniste di Champions, come Manchester Utd, Liverpool e Barcellona che hanno fatto grandi investimenti».

Avversarie che Claudio Ranieri spera di ritrovare fra un anno: il presente juventino è però un debutto in A con il Livorno che si avvicina. «E il risultato conterà solo dal Livorno in poi - spiega Ranieri, che ieri ha lavorato a fondo sui movimenti in difesa -, anche se perdere dà fastidio. Le partite da 90’ sono sempre importanti e quella di stasera è per noi l’ultima prima del campionato (escludendo l’esibizione di mercoledì a Villar Perosa con la Biellese, ndr). Siamo in crescita e vogliamo confermarlo. La difesa? Man mano che passano le partite facciamo sempre meno errori. Il Milan? Sappiamo di essere ancora lontani, anche se pensiamo di poco. Le grandi squadre in questa fase pensano solo a ripassare gli automatismi, noi dobbiamo fare doppio lavoro, prepararci e oliare i meccanismi, anche se ci mettiamo qualcosa in più a inserire i nuovi. Ma sono contento di quanto fatto finora». In fondo è ancora football balneare. Con i suoi alibi.