Gli States e le due verità sulla parola «freedom»

George Lakoff alle prese con le opposte interpretazioni di democratici e repubblicani

Un buon libro sull’America di oggi? Whose freedom? di George Lakoff (Farrar Straus & Giroux, 2006). Il lavoro di Lakoff, che è professore a Berkeley e fondatore del Rockridge institute, centro per la promozione delle idee progressiste, sta tra le scienze cognitive e la linguistica. Alcuni dei suoi libri hanno avuto un’impressionante risonanza, e figurano nelle principali bibliografie degli studi di neuroscienza, come Women, fire, and dangerous things e Metaphors we live by (scritto insieme con Mark Johnson).
A Lakoff sta principalmente a cuore risalire alla fonte del nostro modo di pensare, scoprire come la mente opera per categorie. Nemico dell’oggettivismo, che considera le categorie del pensiero qualcosa di astratto, cioè separato dalla vita vissuta, Lakoff afferma che la ragione è costituita dall’immaginazione e dai dati delle esperienze corporee; e - altro fatto importante - all’interno di una categoria (quale che sia) sostiene che certe componenti sono più importanti di altre (invece, nella teoria classica, non solo la categoria era astratta, ma all’interno di essa ogni elemento era equivalente a un altro per importanza, per il solo fatto di condividerne alcune caratteristiche). In Whose freedom? (La libertà di chi?) Lakoff lavora sulla categoria o idea di ««libertà» - l’idea che, a partire da Franklin Delano Roosevelt, più ha formato lo spirito e la cultura americani: libertà di parola e di credo, e libertà dal bisogno e dalla paura. L’intento di Lakoff è quello di mostrare come i conservatori, Bush in testa, stiano sottoponendo il tradizionale concetto di freedom a una sottile e inarrestabile risemantizzazione. L’operazione non è facile, perché si tratta di cambiare i circuiti cerebrali degli americani, ma sta procedendo e, se continua così, si trasformerà in un successo. Non è vero, secondo Lakoff, che i conservatori non capiscono il vero significato di freedom. Non è vero che usano il concetto a sproposito. Non è vero che mentono. La verità è che i conservatori hanno una loro idea di freedom e con questa vogliono rimpiazzare l'altra.
Dunque, esistono due idee di freedom, due idee contrapposte. E quali sono? Il discorso di Lakoff, anziché puntare banalmente sull’analisi e sul confronto dei vari programmi politici, si allarga a una descrizione della società americana - di cui i programmi politici non sono l’origine ma un’emanazione.
Descrivere per Lakoff, qui come negli altri suoi bellissimi libri, significa trovare la metafora nascosta. La società americana si regge su due metafore: quella della famiglia paterna (father family) e quella della famiglia genitoriale (nurturant parent family). Da ognuna discende tutta una serie di valori e di comportamenti. Nella famiglia paterna il padre è più forte della madre; i ruoli sessuali ed educativi dei genitori sono ben distinti; i figli sottostanno a un principio di autorità indiscutibile. Il contrario nell'altro tipo di famiglia, dove i genitori rispettano i figli come pari e non c'è differenza tra padre e madre (tanto che i genitori potrebbero anche appartenere al medesimo sesso). La politica americana rispecchia questa dualismo metaforico. Al modello della father family corrispondono i conservatori, a quella della nurturant family i progressisti. E proprio perché dietro ognuno dei due schieramenti c'è una metafora unificatrice si spiega il fatto bizzarro che i conservatori e i progressisti la pensino sempre in modo opposto, e all'interno di ciascuno schieramento la pensino tutti allo stesso modo - sull'economia, sulle armi, sulla pena di morte, sui diritti civili.
Inutile qui elencare tutte le distinzioni che seguono inevitabilmente dalla scoperta del doppio modello. Ma si tratta di distinzioni fondamentali - che riguardano il concetto di responsabilità sociale, di empatia, di populismo (uno dei punti più felici del libro è senz’altro la spiegazione del populismo conservatore).
Lakoff è un ragionatore esemplare, e uno scrittore di straordinaria efficacia, uno di quelli che non molla mai la presa né torna indietro. Un predatore del pensiero. Tratta questioni complesse e controverse con una semplicità stupefacente, senza concessioni alla facile ironia, senza nessun compiacimento. È un maestro. Speriamo di vederlo presto tradotto nella nostra lingua.