Stati Uniti sempre più multietnici Dal 2042 i bianchi in minoranza

Una volta gli immigrati in America ci arrivavano dall’Europa. Erano gli anni di Ellis Island, isolotto della baia di New York che per 20 milioni di persone che hanno lasciato il loro nome sui registri che ancora vengono conservati, ha rappresentato la speranza di una vita migliore.
Oggi gli Stati Uniti continuano a essere un sogno per milioni di persone nel mondo. Ma non sono più gli europei a sfidare la sorte emigrando. Oggi sono gli ispanici, che cercano disperatamente di oltrepassare il muro che divide gli Stati del Sud dal Messico. Sono gli asiatici, che volano negli States per studiare nei college.
L’America di oggi è un’America multietnica. E, secondo le ultime proiezioni del Census Bureau, lo sarà sempre di più. Al punto che, nel 2042 - otto anni prima rispetto alle precedenti stime - la maggioranza dei cittadini statunitensi non sarà più composta da bianchi. Ispanici, afroamericani, indiani d’America, asiatici e indigeni delle Hawaii avranno, fra appena 34 anni, superato il numero degli yankee.
Il motivo principale di questo anticipato sorpasso è il differente tasso di natalità fra le cosiddette “minoranze” e l’americano dell’immaginario collettivo. E così, già fra 15 anni, nel 2023, la maggioranza degli under 18 non sarà più bianca. Nel 2039, invece, oltre la metà degli americani in età da lavoro apparterrà a uno dei tanti gruppi etnici che popolano gli Usa di oggi.
«È inevitabile, è una conseguenza del nostro passato - spiega Jeffrey S. Passel, demografo del Pew Hispanic Center -. Dagli anni Settanta agli anni Novanta ci sono stati più immigranti ispanici che nascite». E proprio gli ispanici saranno il gruppo che crescerà di più: da 47 milioni a 133 milioni, dal 15 al 30% di una popolazione che aumenterà ancora più rapidamente delle stime, raggiungendo i 400 milioni entro 30 anni. Anche neri e asiatici cresceranno molto nei prossimi anni, arrivando rispettivamente a 66 e a 41 milioni.
Ma chi, secondo la ricerca del Census Bureau, aumenterà più di tutti, saranno gli americani che si identificheranno come “multi-raziali”. «Se dureranno le attuali definizioni di razza, le divisioni fra bianco, nero, ispanico, asiatico, maggioranza e minoranza - riflette David Waddington, capo dell’ufficio di proiezione demografica del Census Bureau - sarà un grande cambiamento. Un cambiamento senza precedenti». Ma le proiezioni sono soggette ai cambiamenti culturali. «Fra venti o trent’anni, le persone si riferiranno alla loro razza molto diversamente - continua Waddington -. La riprova è che le persone che si ritengono bianche, al di là della loro etnia, scenderanno dall’80% di oggi al 76 del 2042, quando secondo le nostre stime il sorpasso verrà effettuato». «Forse nel 2050 useremo ancora le stesse parole - commenta Passel -. Ma speriamo abbiano significati diversi».
Insomma, la percentuale di chi si sentirà parte, a ragione o a torto, della maggioranza cambierà di poco. «E gli Stati Uniti si sono sempre evoluti e sono diventati sempre più ricchi assorbendo nuove culture, sia che venissero dall’Europa, sia che vengano dal Sud America» puntualizza Gregory Rodriguez, un ricercatore dal cognome non esattamente yankee della New American Foundation, un istituto che si occupa di politiche pubbliche. Come a dire che nonostante - o grazie - l’aumento delle minoranze, il futuro degli States è assicurato.