StM trasforma tablet e smartphone in videoproiettori tascabili

StMicroelectronics è una società difficile da spiegare ma molti dei suoi prodotti, che possono essere identificati come semiconduttori e microchip, alla base delle più recenti innovazioni nel campo della telefonia mobile e dei servizi avanzati, ad esempio nel settore automotive. I numeri sono spesso impressionanti: 200 milioni di vetture equipaggiate con la sua tecnologia, 1 miliardo di chip mems venduti come controller per touch screen e 60 milioni di controller vocali per telefoni cellulari. Numeri che però ieri non sono bastati ad evitare il rosso dei conti.La società ha archiviato il 2012 con una perdita di 1,16 miliardi di dollari, ben superiore a quanto previsto dagli analisti, a causa delle pesanti svalutazioni che ha dovuto fare. E se l'esercizio precedente si era chiuso con un utile netto di 650 milioni nel 2012 la perdita per azione è risultata pari a 1,31 dollari mentre le stime erano per soli 31 centesimi. E il fatturato è sceso del 12,8% a 8,49 miliardi. Una dinamica in linea con le previsioni, determinata soprattutto dalla contrazione dei volumi. "Il problema -ha precisato l'ad Carlo Bozotti- è che quello che nel 2008 era il nostro miglior cliente con una quota di mercato del 22%, ossia Nokia, ha tagliato gli ordini per un miliardo di fatturato". Il risultato è che il disastro di Nokia ha pesato duramente sui conti di StM e ha anche decretato lo scioglimento della joint venture St Ericsson. Su questo fronte i dettagli sono pochi. "Di certo - ha aggiunto Bozotti- la società verrà sciolta entro il terzo trimestre di quest'anno e, a seconda della modalità che verrà scelta il costo per noi sarà dai 200 ai 500 milioni di dollari". Un costo pesante per la società di seminconduttori italo francese che però presenterà a fine mese al 3Gsm di Barcellona, la maggiore fiera mondiale per quanto riguarda la telefonia cellulare, una particolare novità. Ossia un chip capace di trasformare un normale smartphone o tablet in un videoproiettore portatile. Ovviamente si tratta di una dimostrazione e ancora non si sa quale sarà il fortunato smartphone (Samsung, Apple o magari Nokia) prescelto per la dimostrazione. Il chip, che oltre ad essere grande come una monetina consuma anche poca batteria, sarà pronto per la vendita in larghi volumi solo nel 2014.
Quanto ai conti la società è riuscita a far fronte alle perdite grazie alla cassa. StM infatti è una società senza debiti con oltre un miliardo di dollari cash, da cui saranno attinti anche i fondi per il dividendo che sarà staccato nel 2013 anche se l'entità della somma si conoscerà soltanto un mese prima dell'assemblea degli azionisti prevista per maggio. Per St Ericsson, costata nel 2012 a StM 350 milioni di dollari, si prospetta una vendita "assistita" e tra i compratori potrebbe anche figurare Samsung. Una volta sistemata la dispendiosa joint venture, fallita come già detto anche a causa dei problemi registrati da Nokia, StM si attende un 2013 in crescita. "Rispetto a un mercato che crescerà di circa il 4% - ha spiegato Bozotti- noi pensiamo di crescere un 50% in più". E con 2,4 miliardi di dollari investiti in ricerca e sviluppo i nuovi chip, che permetteranno a tablet, smartphone, autovetture e altri prodotti elettronici di largo consumo di fare significativi passi avanti nelle funzionalità avanzate, certamente non mancheranno. Presto infatti sui tablet, sempre grazie alla ricerca di StM, si potrà scrivere con una normale penna o matita come su un quaderno di carta.