«Stop ai gas emessi dai maiali» Ora arrivano le salsicce clonate

Alla vigilia del vertice di Copenhagen, in cui i leader mondiali parleranno del cambiamento climatico, la risposta arriva dall'Olanda. Dove i ricercatori dell'università di Eindhoven hanno preso di petto una delle cause principali del riscaldamento globale, l'allevamento degli animali, e hanno «scoperto» che, se la gente fosse disposta a mangiarla, la risposta potrebbe stare nella carne clonata, che permetterebbe di ridurre miliardi di tonnellate di gas serra emessi ogni anno dagli allevamenti.
Dopo mesi di esperimenti e di ricerche, infatti, grazie ai fondi concessi dal governo dell'Aia e al supporto di un produttore di salsicce, il gruppo di ricerca guidato dal fisiologo Mark Post è riuscito a creare una sostanza simile alla carne. Con un obiettivo ambizioso, che il professor Post, parlando con il Sunday Times di Londra, ha spiegato così: «Si potrebbe prendere la carne di un animale e ottenerne una quantità pari a quella che ora si ha macellando un milione di animali».
La strada da fare, per ammissione degli stessi ricercatori olandesi, è ancora lunga: gli scienziati non hanno ancora assaggiato ciò che sono riusciti a produrre, cioè qualcosa che somiglia a un muscolo non sviluppato, ma sono convinti che entro cinque anni si possano ottenere salsicce e altri tipi di carne. Insomma, se i ricercatori si dicono sicuri che «la gente lo comprerà, perché come gusto sarà indistinguibile dalla carne “tradizionale”», rimane il problema di capire come fare a potenziare questo muscolo. Una questione su cui stanno lavorando, oltre ai ricercatori olandesi, anche un gruppo di New York, che sta cercando di ottenere risultati simili lavorando con il pesce.
C'è da dire che i tempi per trovare una soluzione al problema, per quanto più lunghi di quanto prospetta il gruppo di Post, non sono di certo abbondanti: entro il 2050, infatti, secondo le Nazioni Unite, il consumo di prodotti a base di carne dovrebbe raddoppiare. Un aumento senza precedenti, che potrebbe avere un impatto devastante sul clima, visto che secondo i dati dell'Onu il 18% dei gas serra mondiali arrivano dal patrimonio zootecnico. Se poi si guarda al surriscaldamento causato dal metano prodotto dagli animali da allevamento, gli effetti sono 23 volte superiori a quelli prodotti dall'anidride carbonica. Dati significativi, che hanno fatto alzare bandiera bianca anche alla Peta, l'associazione che difende i diritti degli animali, che ha detto di non vedere nessun tipo di problema etico.