Stop dell’Ue: al bando prodotti cinesi per bimbi

Bruxelles corre ai ripari: controlli a tappeto su tutti gli alimenti con oltre il 15% di latte in polvere (<strong><a href="/video.pic1?ID=bandito_importcinese">video</a></strong>). Il ministero della Salute: &quot;In Italia non ci
sono rischi&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=293452">A Milano i Nas nei ristoranti di Chinatown</a></strong>

Roma - Biscotti, cioccolata, merendine, caramelle, integratori made in Cina sotto i raggi x. La Ue mette paletti rigidi per la loro diffusione in Europa mentre decide il blocco totale di importazione per i cibi destinati ai bambini e neonati come cioccolato e biscotti. I paesi europei si difendono con la «clausola di salvaguardia» dai rischi di contaminazione da melamina, una sostanza che in Cina è stata usata nel latte intossicando 53mila bambini.

La decisione di una stretta comunitaria sull’export cinese è stata annunciata dalla portavoce comunitaria Nina Papadoulaki: «L’Unione europea da oggi imporrà un bando totale sulle importazioni di cibi per bambini e neonati dalla Cina, che contengano qualsiasi percentuale di latte – ha spiegato - e ordinerà controlli al 100% sull’import di prodotti cinesi contenenti una quantità superiore al 15% di sostanze lattiere. Inoltre si prevedono controlli a sorpresa sui prodotti cinesi già presenti sul mercato Ue». Tutti questi accorgimenti, va detto, sono a scopo precauzionale. Le misure europee sono andate oltre il parere espresso dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha assicurato: nell’Ue non c’è nessun pericolo concreto (e anche in Italia, ha detto «con certezza» il ministero della Salute). Il pericolo esiste solo per i bimbi e solo nel caso di grande consumo di alimenti con latte contaminato.

A rischio, dunque, i bimbi golosi. Perché se latte e derivati cinesi in Europa sono vietati da anni, non lo sono invece cioccolati e biscotti. L’Efsa ha spiegato che «adulti e bambini non dovrebbero superare un consumo di prodotti alimentari (biscotti, caramelle al latte e cioccolata) contenenti melamina in quantità superiore a 0,5 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo». Cosa significa in pratica? Che la dose giornaliera tollerabile di melamina non verrebbe superata per gli adulti, né per i bambini con consumo normale di dolciumi, anche nello scenario di contaminazione peggiore possibile. A rischio, invece, sarebbero i bambini che consumano grandi quantità di dolciumi a base di cioccolato, biscotti e caramelle. Secondo l’Autorità di Parma, «questi bambini ingordi potrebbero superare di tre volte, nello scenario peggiore, la dose tollerabile giornaliera».

L’immagine dell’export cinese, dunque, è crollata. Ma non solo in Europa. Ieri Australia, Nuova Zelanda e India si sono aggiunte ai paesi che hanno vietato l' importazione di prodotti caseari della Cina. La melamina sembra essere molto diffusa in Cina. A cominciare dalla stalla. Il proprietario di un impianto per la produzione di mangime per animali, in un'intervista alla Reuters spiega il meccanismo perverso: «Se le mucche vengono nutrite con mangime di bassa qualità e producono di conseguenza latte con un basso livello di proteine, i caseifici non lo accettano, per cui gli allevatori ricorrono alla melanina - continua Sun Erwu – per vendere il loro latte scadente».