Stop alla pigrizia Muoversi un po' il vero toccasana

di Luigi Cucchi

L'arrivo della primavera ci spinge a uscire da un certo letargo invernale. È un'occasione per pensare al nostro equilibrio psicofisico e cercare di evitare di farci del male. Non dobbiamo essere nemici di noi stessi. Il 9% della popolazione italiana è afflitto da obesità, un terzo è in sovrappeso, oltre il 20% fuma. Obesità, sovrappeso e fumo sono fattori di rischio che possono essere rimossi adottando corretti stili di vita e portando, di conseguenza, a una riduzione significativa dell'incidenza di patologie tra le più diffuse e gravi.
Esistono tre livelli di prevenzione: primaria (evita o contrasta l'insorgere di una patologia), secondaria (è legata alla diagnosi precoce di una patologia nascente), terziaria (cura: riduce i danni prodotti da una patologia, limitando le complicazioni). La regolare attività fisica, abbinata a un'alimentazione equilibrata rappresenta la prevenzione primaria. È secondaria quando pratichiamo attività fisica e seguiamo un corretto regime alimentare, perché il peso corporeo è ormai troppo alto e si fa fatica a salire una rampa di scale o ad allacciarsi le scarpe. È terziaria, infine, quando ci viene prescritta dal medico, che ha riscontrato già una patologia, a esempio, l'ipertensione arteriosa.
Dell'importanza del movimento ci si è accorti in questi ultimi decenni, durante i quali il trend delle cattive abitudini alimentari e sociali ha portato progressivamente a una vera pandemia. Un'attività fisica regolare produce benefici impensabili sul piano cardiovascolare, muscoloscheletrico, a livello di metabolismo. Migliorare la funzione cardiaca significa aumentare le cavità del cuore (atri e ventricoli), migliorare le condizioni delle pareti, renderle più spesse e forti in modo che il cuore possa pompare più efficacemente il sangue a ogni contrazione. Si riducono, inoltre, le resistenze dei vasi a livello periferico, con miglioramenti importanti sulla pressione sia diastolica sia sistolica. Migliorando lo scambio, il trasporto e l'utilizzo dell'ossigeno, si prevengono patologie cardiovascolari quali l'ipertensione arteriosa, l'ictus, la malattia coronaria, le cardiomiopatie. Sul piano muscoloscheletrico si migliora la forza, il trofismo muscolare e la flessibilità, oltre alla coordinazione e all'equilibrio. Una corretta alimentazione unita all'attività fisica previene anche il diabete. L'attività fisica è un vero investimento sul presente e sul futuro, garantisce anche benefici a livello emotivo. L'Oms definisce la salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.
L'American college of sports medicine ha indicato anche quanto esercizio fare per diminuire il rischio di ben 40 patologie: da quelle cardiovascolari al diabete, dall'ipertensione all'obesità, dalla osteoporosi fino ai tumori. Gli adulti tra i 18 e i 65 anni dovrebbero allenarsi per almeno 150 minuti alla settimana, suddivisi in mezzora al giorno per 5 giorni. L'ideale è alternare attività aerobica (corsa, nuoto, bicicletta) a esercizi di stretching e di potenziamento muscolare. Uno studio condotto su oltre 9mila persone dall'Università britannica di Leicester e pubblicato slla rivista scientifica The Lancet, suggerisce 20 minuti quotidiani di camminat: oltre ad aiutare a smaltire i chili di troppo, fanno diminuire dell'8% la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari mortali.