La storia degli Stati Uniti attraverso le voci dei testimoni

In libreria «America profonda», una raccolta di preziose versioni orali degli eventi che hanno caratterizzato la storia a stelle e strisce dal simbolico punto di osservazione di Harlan County, nel Kentucky, simbolo degli Usa

Harlan County è un luogo mitico. Anche se esiste davvero. Kentucky. Monti Appalachi. Harlan County è una città e una regione. Harlan County è un simbolo e un emblema. Lo è stato perché, nel suo piccolo, tutta la storia degli Stati Uniti è passata da lì. Negli ultimi duecento anni. Harlan County insomma ha visto tutto quello di cui gli interi Usa, prima o poi, sarebbero stati testimoni. I reduci della guerra di Indipendenza. I pionieri che si spingevano oltre. Sempre oltre. Oltre il limite. Oltre il confine. E dunque la frontiera. Un altro mito della cultura a stelle e strisce. E poi la schiavitù. E la guerra civile. La faide e il whisky clandestino al sapore di proibizionismo. L'industrializzazione che aveva portato le fabbriche un po' ovunque. E la deindustrializzazione che invece le avrebbe tolte. L'abbattimento di antiche foreste e, con esse, il problema ambientale. Il colonialismo interno di un capitalismo privo di scrupoli. E le lotte sindacali, le rivendicazioni. Cronaca di una protesta che nasce per la prima volta nel 1917 e arriva fino alla fine degli anni Ottanta. Ma non solo. Da Harlan County passano l'immigrazione che comprende l'approdo nel Nuovo Continente di molti italiani e l'emigrazione di molti cittadini americani in cerca di fortuna altrove. Il movimento per i diritti civili, i disastri ambientali delle miniere. La schiavitù della droga. Il suo massiccio diffondersi. E toccare i più deboli.
Harlan County, insomma, è tutto questo e molto altro. Pezzi consistenti di uno spaccato sociale che ora vanno a comporre un mosaico interessantissimo di voci e testimonianze in un volume, «America profonda» (Donzelli editore, pp. 535, euro 35) che merita la conservazione oltre che la lettura. Perché ciò che di nuovo offre il libro di Alessandro Portelli è l'impianto. Non più la tradizionale trattazione con la narrazione dell'histoire evenementielle, ma attraverso le fonti orali. Portelli infatti è considerato uno specialista in questo genere di saggistica costruita con un montaggio di voci che accompagnano il lettore più addentro nei fatti, consentendogli di comprendere non soltanto quanto accadde, ma come certi eventi vennero vissuti dal punto di vista emotivo ed emozionale. Nel profondo delle miniere da parte di chi vi lavorava come pure in superficie, dove l'attesa e l'angoscia di chi sospirava per le sorti di quegli uomini nelle viscere della terra. Sensazioni che spesso si mescolano alle ore della più normale quotidianità. Nelle vite e nelle esperienze delle donne che governano le famiglie. Un lavoro costato trent'anni di fatica, ricerca e inchieste attraverso fonti letterarie, archivistiche, giornalistiche ora diventate un libro.