La storia dell'aereo per disinfestare i datteri comprato dagli italiani a Nassirya

Dovrebbe arrivare in questi giorni dal Kigistan l'Antonov che il PRT a guida italiana è riuscito, tra mille problemi, a far finanziare dagli americani e a far accettare dagli iracheni

sto}Gli italiani ci lavorano da un anno e mezzo. Ma ora sembra davvero che l'aereo stia per arrivare dal Kigistan: doveva essere un regalo di Natale, ma poi dalla frontiera tra Iran e Afganistan l'hanno rispedito indietro senza concedere il permesso di sorvolo. Però a giorni ci riproverà. E' un vecchio Antonov russo che potra' salvare dalla distruzione milioni di palme da dattero, attaccate da due insetti implacabili. La disinfestazione e' urgente, non si fa piu' regolarmente da quando c'era Saddam al potere, salvo inefficaci interventi d'emergenza. Ma con la guerra, il terrorismo, ora l'accordo per il graduale ritiro delle truppe Usa, a Bagdad hanno altro a cui pensare. Cosi', del soccorso aereo agricolo s'e' occupato il Provincial Reconstruction Team di Nassirya, guidato dall'italiana Anna Prouse. Non e'stato facile far accettare l'idea di una disinfestazione dal cielo agli americani. «Bisogna capirli - spiega l'agronomo della task force, Luca Barletti - quando immaginano uno con la barba alla guida di un aereo, loro rivedono ogni volta l' attentato alle Torri Gemelle». Resistenze ci sono state anche da parte del governo iraqueno, eppure recentemente il premier Al Maliki, venuto a Nassirya, si e' congratulato per il fatto che il PRT a guida italiana sia riuscito a trovare l'aereo. Il fatto e' che ci sono 7 mila ettari di coltivazioni intensive ammalate con il rischio concreto di perdere l'80 per cento del prodotto agricolo della provincia del Dhi-Qar, quella attorno alla quarta citta' del Paese, Nassirya. Qui il dattero è l'orgoglio locale, con il suo sciroppo di qualita', la tradizione da difendere, la ricchezza che ancora mette in ombra la preziosa bolla sotterranea di petrolio tutta da sfruttare. La Prouse e Barletti alla fine hanno ottenuto autorizzazioni e fondi militari dagli americani per un progetto da 200 mila dollari. On line e'stato individuato un biplano di 30 anni, solido e facile da guidare. L'Antonov costa 65 mila dollari, ma altrettanti sono serviti per sostituire i pezzi troppo vecchi. «Adesso e'un vintage piuttosto affidabile - sorride Barletti- e potrà operare non solo nel Dhi Qar ma su 3 provincie». Con l'aereo arriveranno nella base Usa di Tallil due piloti e un tecnico, per fare 25 giorni di addestramento ai colleghi iracheni. In un Paese dove ci sono solo voli militari sarà' l'unico aereo agricolo a muoversi nel cielo. Anche un segnale di lento ritorno alla normalità. Dovrebbe essere qui presto, se anche stavolta non ci saranno problemi. E' solo uno degli interventi che fanno del modello italiano per la ricostruzione in Iraq un successo. La Prouse e i suoi 20 esperti italiani e americani hanno puntato sulla formazione della gente e sull'impulso ad una serie di attivita' produttive locali. Nel Training Center nato a Nassirya ci sono stati corsi di formazione per gli iracheni con esperti venuti dall'estero un pò in tutti i campi, seminari sui diritti delle donne, incontri per la consulenza legale. A 300 bambini si e' insegnato ad usare il computer, a 500 insegnanti da gennaio vengono date lezioni d'inglese per 6 mesi. E il direttore della prigione locale e' andato a Verbania, in Piemonte, a studiare i piu' moderni sistemi penitenziari. Nella sala operatoria mobile i medici di Operation Smile hanno operato decine di bambini con il labbro leporino, nel laboratorio si e' insegnato come fare formaggi dal latte di bufala rispettando le norme igieniche, come trattare e conservare i datteri e il loro sciroppo per esportarli direttamente, invece di svenderli all'ingrosso ai commercianti del Kuwait . Il Parco di Nassirya e' nato a nuova vita e ha ospitato affollate manifestazioni culturali. Per la prima volta si e' vista una rappresentazione teatrale ai piedi dell'imponente Ziguratt di Ur, l'antica citta' di Abramo che sara' salvata dal degrado grazie ad un progetto del nostro Istituto nazionale per il restauro. Sono state costruite scuole e la sede dell'Unione imprenditori, restaurati centri culturali e fatti progetti per il museo di Nassirya; ai produttori di latte sono stati consegnati refrigeratori a pannelli solari, agli uffici e alle moschee generatori di corrente, alle famiglie piu' povere depuratori per l'acqua che qui e' inquinata, ai contadini si e'insegnato a costruire le arnie per diventare apicoltori.