Lo storico negazionista David Irving mette all'asta su internet i cimeli di Hitler

Lo studioso britannico che nega l'Olocausto ha creato un sito per vendere oggetti del Terzo Reich. Fra i "pezzi", una ciocca di capelli e frammenti ossei del Führer e di Eva Braun, e un bastone da passeggio del dittatore

Una delle scene più inquietanti del film «American Beauty», diretto nel 1999 da Sam Mendes, scritto da Alan Ball e vincitore del premio Oscar come miglior film, è quella in cui Ricky, il ragazzo protagonista figlio del "Colonnello", porta Jane a casa sua e le mostra gli oggetti che il padre tiene sotto chiave: fra questi un piatto nazista con stampigliato sul retro la sigla SS. Un feticcio. Che ci rivela molte cose sul carattere e la personalità del "Colonnello", ma anche qualcosa del popolo americano, sempre pronto a battersi e a morire per la Libertà (propria e degli altri...) ma che poi rimane affascinato dai simboli della Tirannide.
Non a caso sembra che proprio gli americani siano i clineti più fedeli al quello che è giuà stato definito «Naz-eBay», il sito che lo storico britannico David Irving, noto per le sue posizioni negazioniste sull'Olocausto, ha creato per la vendita di "souvenir" nazisti dove vanno all'asta anche alcuni frammenti di ossa di Hitler e di Eva Braun, ma anche alcune ciocche di capelli del Führer raccolte dal suo barbiere personale mediante dei pezzetti di nastro adesivo messi sotto le scarpe ai quali si incollavano i capelli caduti durante il taglio. Una ciocca è in vendita a 180mila dollari. Mentre le ossa di Hitler e Eva Braun, per la precisione frammenti di costola della colonna vertebrale, sarebbero state acquistate da un americano che vive in Pennsylvania, il quale a sua volta avrebbe rilevato i cimeli nel 1980 da un parente di un agente del Kgb.
E non è finita. Perché nel «Nazi for sale», con 7.000 sterline i collezionisti possono aggiudicarsi anche un bastone da passeggio del Führer, che apparterrebbe a una vedova che vive a Ealing, a ovest di Londra. Nel "pacchetto" nazi fa bella mostra di sé anche un servizio battesimale in argento, regalo fatto nel 1938 da Heinrich Himmler, numero uno delle SS, al comandante della Lutwaffe Hermann Goering per il battesimo della figlia Edda. La base d'asta è di 6.000 dollari.
Irving garantisce con un expertise i cimeli posti all'incanto. Un'operazione che gli assicurerebbe di intascare il 15% sul prezzo di vendita dei gadget del Terzo Reich.Secondo lo storico inglese il mercato nazi non è in crisi: «Ci sono alcune persone molto ricche - afferma - soprattutto negli Stati Uniti, e so quanto si pagherà per questi oggetti. Io mi guadagno da vivere».
L'iniziativa ha alzato un nuovo polverone su David Irving, che appena una settimana fa aveva anche dato consigli al vescovo lefebvriano Richard Williamson (il quale come è noto nega l'Olocausto). Il direttore del Centro Wiesenthal, Shimon Samuels, da sempre a caccia di criminali nazisti, ha detto di avere chiesto alle autorità britanniche la chiusura del sito, definendo «inaccettabile» l'asta. Lo storico negazionista, che questo mese compie 71, vive da due anni a Dorney, nella campagna del Berkshire. Si è trasferito qui nel 2007, quando è uscito dal carcere viennese dove ha scontato una pena di 13 mesi per apologia del nazismo. Irving non si è mai laureato in nessuna università, ma i trenta libri che ha scritto - tra i quali «La guerra di Hitler» e «Norimberga ultima battaglia» - fanno discutere da almeno quarant'anni gli storici di tutto il mondo.